7 Sconosciuti a El Royale, ultima opera di Drew Goddard, regista di Quella casa nel bosco e sceneggiatore di The Martian, apre la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma.

El Royale è un motel costruito sopra il confine tra Nevada e California. La struttura, divisa a metà tra i due stati,  è talmente pacchiana ed esagerata da risultare lussuosa, è un luogo cristallizzato nel tempo caratterizzato da decori kitsch e grotteschi, animali impagliati e bracieri rituali al centro della hall. Questa desolata e affascinante location  è animata da sette sconosciuti, sette viaggiatori che nascondono qualcosa e che restano invischiati nei misteri che si celano nelle camere dell’El Royale. Gli ospiti, pur provenendo da “mondi” diversi e lontani, sono inconsapevolmente legati tra di loro dal fato e da un turpe passato da nascondere.  
Il legame diventerà indissolubile in seguito agli eventi di una notte lunga e tempestosa. 

7 sconosciuti a El RoyaleLa vicenda di Sette sconosciuti a El Royale si svolge nell’arco di ventiquattro piovose ore. In questo breve lasso di tempo, mentre il regista infarcisce la visione di citazioni e rimandi ai grandi classici del genere noir, i sette protagonisti tentano un’ultima disperata possibilità di redenzione. 
Alla fine il film ricorda il prologo di L.A. Confidential e il celebre massacro del motel. Solo che Drew Goddard non vuole far luce sul misfatto, anzi, cerca di celare il reale corso della vicenda ammantando i suoi sette personaggi di una fitta coltre di fumo nero, spiazzando e catturando per sempre lo spettatore. 

7 Sconosciuti a El Royale ha tuttavia alcuni punti confusi e poco curati: la parte centrale, a causa del montaggio non particolarmente graffiante e di alcune inutili sottotrame, sembra sedersi comodamente in poltrona per abbandonarsi all’ascolto della stessa colonna sonora incisiva e persuasiva del film. Il tappeto musicale e gli interventi canori sottraggono spazio alla storia e, in fini dei conti, non aggiunge granché. Nonostante queste sbavature, il film sa conquistare e trascinare piacevolmente fino all’epilogo (non del tutto) inaspettato. 

Goddard è abile nel gestire un cast importante in una narrazione corale (Dakota Johnson, Cynthia Erivo, Jeff Bridges, Chris Hemswort, John Hamm). Lo stesso regista appare però meno preparato ad affrontare la scrittura del film con la macchina da presa. Molte inquadrature che vorrebbero evocare i classici del genere sono in realtà semplici copie visive e i movimenti di macchina tendono ad essere meramente estetici e decorativi. 

Nonostante i piccoli difetti stilistici, 7 sconosciuti a El Royale è un’opera che affascina e incuriosisce come una vecchia rivista pulp trovata alle bancarelle. Si cade facilmente nelle spire del mistero e allo stesso tempo si cede al fascino kitsch di una scenografia logora e vissuta.

 

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