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A spasso per una Torino da brivido

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AUDITORIUM RAI - Quattro mosche di velluto grigio

«Quando penso a un film lo penso a Torino. È il luogo dove i miei incubi stanno meglio». Parola di Dario Argento che, nell’austero capoluogo sabaudo, girò ben 7 dei suoi 19 film – Il gatto a nove code (1971); Quattro mosche di velluto grigio (1971); Profondo rosso (1975); Non ho sonno (2001); Ti piace Hitchcock? (2005); La terza madre (2007); Giallo (2009). Per i “cineturisti” amanti del brivido, proponiamo una carrellata di alcuni fra i set più famosi del cinema argentiano in giro per la città. Dal villino decadente di Corso Lanza, meglio noto come la «casa del bambino urlante», ai lugubri viali del Cimitero Monumentale; dall’immaginario Blue Bar hopperiano ricostruito in piazza CLN alle morbidezze sinuose del palazzo di Corso Fiume; dall’Auditorium Rai di Piazza Rossaro alla baroccheggiante Galleria Subalpina. Orario di visita consigliato: dal tramonto all’alba.

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