Quello che era vero agli inizi della settima arte, grazie al patrimonio di effetti visivi e di truccherie ottiche messo insieme dal mago Méliès, è ancor più vero oggi in virtù del digitale. La battuta storica di Buster Keaton “con il cinema tutto è possibile” trova nel cinema odierno una conferma che supera ogni aspettativa e che rende giustizia alla profezia dell’autore di cortometraggi muti impossibili come Sherlock Junior e One Week.

La poesia pura di quei film in bilico tra metafisica e assurdo, all’epoca applaudita da surrealisti come Breton, Aragon e Bunuel, era raggiunta attraverso una volontà quasi crudele di vincere la “resistenza del mezzo” costituita dalla natura foto-riproduttiva della cinepresa vincolata alle leggi dello spazio e del tempo e facile preda di un tipo di rappresentazione pur sempre naturalistica di matrice teatrale. Ma per fortuna oggi, dopo circa quarantenni di dittatura del realismo e del racconto tradizionale di genere psicologistico e sociologistico, il cinema può tornare a farsi incredibile e questo per merito del digitale il quale della resistenza del mezzo se ne infischia bellamente. Altre storie e altri mondi tornano ad attenderci al cinema e non soltanto in sala ma anche nelle numerose piattaforme sempre più in crescita di qualità e di quantità.

Così oggi Guglielmo del Toro con La forma dell’acqua può farci volare nel mondo della fantasia umanistica con la versione di una nota favola che arricchisce di mille implicazione psico-politiche conferendo maggior respiro lirico al pur pregevole vecchio prototipo in bianco e nero di Jack Arnold. E così sempre oggi i miti che popolavano la produzione dei generi commerciali di una volta li ritoviamo in forma più libera e scatenata nelle numerose serie televisive che conquistano il pubblico di tutto il mondo. In esse il fantasy, l’horror, l’azione e l’avventura non devono rendere più conto a nessuno e sono liberi di utilizzare al massimo le loro risorse.

Chi provò paura vedendo La casa di Raimi oggi non può credere ai suoi occhi davanti a Ash vs Evil dead con un Ash-Campbell molto stagionato ma sempre indomito nel tener testa alla forme molteplici del Male. Del resto, se non ci aspettassimo l’impossibile perché mai dovremmo andare al cinematografo? Tanto più che oggi, seppur in formato ridotto, il cinema ce lo possiamo godere anche a casa, come una volta facevamo con i dischi in vinile e gli albi dei comics sugli eroi straordinari (e intanto sul grande schermo della sala andiamo a goderci l’ultima favola distopica del vecchio mago Spielberg Ready Player One dal gusto vintage ma quanto mai attuale con il suo invito a grandi e piccoli a resistere allo strapotere della realtà virtuale).

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