Amici come prima, in uscita il 19 dicembre, segna il ritorno dopo tredici anni di assenza sul grande schermo della coppia di Natale Boldi/De Sica, sodalizio praticamente infallibile che ha riscosso grande successo di pubblico e ha fatto registrare numeri record al botteghino.

Cesare Proietti (Christian De Sica) è lo stimato direttore del Relais Colombo, lussuosa struttura alberghiera vicino Milano. 
Il prestigio dell’hotel attira nuovi investitori cinesi intenzionati a rivoluzionare tutto per rendere il posto ancora più esclusivo, così Luciana  (Regina Orioli), figlia di Massimo Colombo (Massimo Boldi), fondatore e proprietario dell’albergo, licenzia per primo il direttore Proietti.
Cesare, non riesce a trovare un nuovo lavoro e intanto scopre che Luciana sta cercando per suo padre una badante, ed è disposta a spendere fino a 5000 euro al mese pur di contenere il vivace e arzillo Massimo.


Cesare, attirato dal vantaggioso stipendio e deciso a far mantenere un tenore di vita sfacciatamente oneroso alla sua famiglia, si candida travestito da donna. L’ex direttore è ora Lisa, la prosperosa badante che travolge l’arzillo in una straordinaria intesa. Naturalmente Lisa/Cesare non può svelare la sua identità virile né tantomeno dichiarare alla sua famiglia felice che ha perso la prestigiosa carica di direttore dell’hotel.

Tutta la vicenda è un eterno richiamo agli appariscenti anni Ottanta, compreso lo sfarfallio e la “nebbia” tipici delle VHS, mentre si stende un tappeto musicale firmato dai Gazebo. Christian De Sica, in questo caso anche regista del film s’ispira apertamente proprio a quel decennio che ha visto nascere e consacrarsi la tradizione natalizia del cinepanettone.
La scelta delle inquadrature, delle luci e dei movimenti di macchina hanno quell’inconfondibile sapore di un passato eighties: esagerato, superdecorato e portato al limite del pacchiano, senza però far storcere il naso allo spettatore e soprattutto senza fargli esclamare: ‘na cafonata!

La regia di Amici come prima scivola agevolmente tra una situazione comica e l’altra senza intoppi e con qualche azzardo, concedendosi citazioni inaspettate di Woody Allen o David Lynch. Spesso e volentieri De Sica si abbandona a personalismi stilistici e a dei cambi improvvisi di registro che allontano il film dalla commedia e lo fanno sconfinare in altri generi, mantenendo però la rotta del richiamo anni ’80. Poi arriva comunque la battuta, tipica, affettata, esilarante, e le papille gustative riscoprono il cinepanettone più classico che, in Amici come prima, ha un sapore…delicatissimo (con il mignolo alzato!).

Il film delle vacanze di Natale 2018 segna una frattura con la tradizione precedente. Non c’è la neve. Non c’è il Natale. Non c’è una vacanza nè in montagna o né ai tropici. Mancano addirittura le cosce e le tette! Amici come prima è una semplice commedia, con un flebile sottotesto sociale (il potere economico dei cinesi, gli anziani e la disoccupazione).
In fin dei conti il panettone che ci propina la grande sala è sempre lo stesso ed è uguale a quello del Natale ’83, ’90 o 2000. Però, ad essere sinceri, non disgusta affatto, anzi! È il digestivo perfetto di questo 2018 di film italiani che, al cinefilo incallito, hanno fatto esclamare: Beeesstia che dolore!.

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