Bene ma non benissimo, presentato in anteprima ad Alice Nella Città nella sezione Panorama Italia della tredicesima Festa del Cinema di Roma, è l’esordio dietro la macchina da presa del comico Francesco Mandelli. 
Dimenticati Niccolò e Gigetto, i due bambini di 10 anni che fanno uso di droghe e vanno prostitute insultando rudemente i loro genitori, l’ex volto di MTV racconta i problemi di una pre-adolescente costretta a cambiare totalmente vita e a confrontarsi con una nuova realtà.

Candida è “diversamente magra”, come sostiene suo padre, o “cicciona”, come dicono i bulli, orfana di madre, vive con il padre Salvo a Terrasini, un piccolo paese siciliano affacciato sul mare. Ama ballare, sogna di sposare il rapper Shade e non manca mai l’occasione di rispondere alle domande con un “Bene, ma non benissimo”. Il padre si ritrova disoccupato perché, a causa dell’apertura di un gigantesco centro commerciale, la storica salumeria di famiglia non fa più affari. Non c’è né spazio né lavoro nella nuova area commerciale per chi si appresta a varcare la soglia dei cinquant’anni e perciò Salvo e Candida emigrano a Torino, dove si appoggiano dallo zio Vito, che fa assumere Salvo nella pizzeria che gestisce e offre loro un alloggio nel magazzino del ristorante tra barattoli di pomodori e casse d’acqua minerale. 
Candida, senza perdere il sorriso, si confronta con il distacco dal suo paese natale dove è sepolta la madre, e deve integrarsi nella nuova scuola torinese dove ad aspettarla c’è un trio di bulli pronti a prenderla di mira. Candida non demorde e stringe amicizia con Jacopo, un ragazzino introverso, appassionato degli antichi egizi e bersaglio anche lui dei bulli; da semplici compagni di banco diventano ben presto amici inseparabili, nonostante il padre di Jacopo, ricchissimo imprenditore, non vede di buon occhio la loro amicizia. 

La storia di Bene ma non benissimo non brilla di certo per originalità e il tessuto sociale appena abbozzato è lo stesso trattato con la medesima superficialità che si vede in molte altre pellicole italiane. La vera novità è da ricercare nella protagonista Candida Morvillo alla quale Francesca Giordano (già vista nella serie televisiva La mafia uccide solo d’estate) presta carne e ossa. Candida è un personaggio insolito: non si preoccupa del suo aspetto fisico e non si piange inutilmente addosso, ottimista per vocazione, ironica senza essere cattiva come gran parte dei suoi coetanei e soprattutto intelligente nelle risposte e nei comportamenti spiazzanti che disinnescano l’arroganza e la spacconeria dei bulli.

Bene ma non benissimo è anche la storia di amicizia fra due adolescenti provenienti da realtà diverse, ma che grazie al loro legame riescono a farsi scudo delle difficoltà e a crescere un po’ più serenamente. Quello che manca, perchè mai esplorato fino in fondo, è il mondo degli adulti che restano ingabbiati nei loro personaggi  stereotipati e nelle loro dinamiche accennate e per niente esaminate.

Il film è una commedia molto leggera con un messaggio attuale e trasversale destinata ad un pubblico giovane, ma qualsiasi spettatore troverà facile affezionarsi alla protagonista e riuscirà a perdonare le diverse scene melense e stucchevoli grazie alla tenerezza e alla simpatia di Candida.

 

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