È difficile non trovare tutta una serie di sottotrame e letture secondarie in Catch-22, la miniserie prodotta da George Clooney per Hulu e trasmessa in Italia da Sky Atlantic. L’antimilitarismo e il sarcasmo nei confronti delle decisioni prese dall’alto si adattano perfettamente alla critica della società a noi contemporanea, nonostante la serie sia ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale.
Aldilà delle interpretazioni soggettive, Catch 22 è un piccolo gioiello di intrattenimento che congiunge in chiave crossmediale un romanzo che è un classico della satira militare, un film cult degli anni ’70  e il desiderio di portare in TV uno humor da trincea. Tutto tenuto insieme dalla tragicità della guerra che trova il suo comic relief nelle disavventure di un soldato che vuole a tutti costi farsi riformare. 

Catch-22: un romanzo, un film e una miniserie per raccontare le radici dell’antimilitarismo

Tutto parte dal paradosso del Comma 22 così come formulato nel romanzo dello scrittore americano Joseph Heller: “Chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma chi chiede di essere esentato dalle missioni di volo (sicuramente) non è pazzo”. E possiamo immaginare che non sia stato poi così semplice adattare al piccolo schermo il romanzo di Heller che, a più di 50 anni dalla sua prima edizione, risulta ancora divertentissimo grazie agli imprevedibili personaggi militari che si susseguono di missione in missione e alle loro insane fissazioni e stravaganze. Personaggi che nel film omonimo del 1970 di Mike Nichols (regista de Il laureato) diventano stereotipi della vita militare, tra soldati stravaganti e ufficiali drammaticamente incapaci.

Catch 22
Tuttavia la vera sfida è rappresentata dal trasmettere con il mezzo televisivo moderno la retorica antimilitarista e la rappresentazione grottesca della morte che erano l’anima dell’archetipo e del primo rifacimento audiovisivo.
La miniserie Catch22 sembra quasi riuscirci o, perlomeno, tende a quel tipo di rappresentazione. Ben costruita visivamente, con una fotografia deliziosa e un po’ nostalgica, punta tutto sul conflitto interiore del bombardiere John Yossarian (un bravissimo Chris Abbot) e sulla sua tragicomica ossessione di scappare dagli orrori della guerra.

Catch-22: l’effetto Yoyo, ovvero la trama della serie tv

Il capitano dell’aviazione John Yossarian vuole solo portare a termine il numero di missioni aeree assegnate e tornare a casa… vivo, ma si scontra ogni volta con l’esasperante burocrazia vigente presso l’esercito degli Stati Uniti. Sente che tutti continuano a cospirare contro di lui, soprattutto quando il medico della base militare gli spiega che non c’è verso di tornare a casa, se non dopo aver portato a termine le manovre di guerra. È inutile dare di matto e cercare di farsi dichiarare pazzo… Comma 22! A complicare ulteriormente la vita di Yossarian ci sono anche tre miopi ufficiali dell’esercito (interpretati da George Clooney, Kyle Chandler e Hugh Laurie) che aumentano continuamente le missioni aeree senza alcun criterio bellico. 

Catch 22
La mini serie (6 puntate da 50 minuti circa) si articola narrativamente sugli infiniti rimbalzi di Yossarian (Yoyo per i commilitoni) dall’ospedale da campo al suo aeroplano per poi tornare di nuovo a terra e chiedere un certificato di infermità incappando costantemente nell’ormai famigerato Comma 22.

Fortunatamente Catch 22 riesce a mantenere una certa brillantezza e può essere un figliolo dei suoi predecessori. La cosa che più ci è piaciuta è che mantiene una pungente ironia e una sana incazzatura di fondo. 

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