Collective è un film rumeno del regista Alexander Nanau presentato al 76° Festival di Venezia che racconta una pagina atroce della storia della Romania. Per la precisione si tratta di un documentario inchiesta che ripercorre lo scandalo disumano della corruzione nella sanità pubblica a Bucarest e nel resto del Paese. Tutta la vicenda viene a galla grazie alle ricerche e agli articoli di un quotidiano con diffusione nazionale ma che non si occupa prioritariamente di politica, La Gazzetta dello Sport.

Collective: trama

Il film è ambientato nel 2015, dopo l’incendio al club Colectiv di Bucarest che ha causato 27 morti e 180 feriti tra gli spettatori che assistevano a un concerto metal. L’opinione pubblica comincia a sospettare quando diversi ustionati meno gravi perdono la vita all’interno delle strutture ospedaliere in seguito alle conseguenze di infezioni. I primi a interessarsi alla vicenda sono i giornalisti investigativi della Gazeta Sporturilor capitanati dal direttore Catalin Tolontan e dai redattori Mirela Neag e Razvan Lutac –personaggi realmente esistenti che meritano il titolo di “eroi del giornalismo”. 
Gli sconvolgenti casi di mala sanità sono dovuti a un autentico imbroglio messo in piedi da dirigenti medici e dalla ditta che produce il disinfettante usato per disinfettare gli ospedali, che viene illegalmente diluito fino a dieci volte per ricavarne un profitto superiore, perdendo però oltre l’80% dell’efficacia di sterilizzazione, ma questa è solo la punta dell’iceberg. 
Rivelazione dopo rivelazione, tra soffiate e foto incriminanti, il timore e il sospetto s’insinuano tra i cittadini e il Ministro della Sanità in carica è costretto a dimettersi a causa delle circostanze. Il nuovo ministro nominato è un “giusto” e s’impegna a smantellare il sistema ma, con le imminenti elezioni in Romania, il tema della sanità diventa il termometro politico…

Collective film rumeno sulla corruzione della sanità pubblica: recensione

colectivCollective è un film durissimo. Ci fa rimanere con un forte desiderio di giustizia e risveglia l’indomabile istinto a intervenire. Quindi, con ogni probabilità, Nanau ha colto nel segno. Il regista ha confezionato un lungometraggio sceneggiato alla perfezione nonostante lo schema tipico del cinema della realtà. Collective ci fa incazzare e ci spinge a reagire proprio grazie al punto di vista interno alla vicenda adottato anche dalla macchina da presa. 
Dopo un inizio prettamente documentaristico, con i racconti dei famigliari delle vittime del locale andato a fuoco, la telecamera comincia ad addentrarsi, al fianco dei giornalisti, dentro questa storia di ordinaria follia generata da un sistema paurosamente corrotto. 
La scrittura di Collective è fatta di scoperte, rivelazioni e confessioni off the record a cui si oppongono cadute, ostacoli e boicottaggi. Il mid-point della sceneggiatura è un colpo: gli ospedali comprano il disinfettante (scadente) a un prezzo gonfiato fino a 7 volte più del normale, c’è quindi un evidente furto di soldi pubblici; il direttore della ditta farmaceutica muore in un incidente, il suo corpo è irriconoscibile tra le lamiere dell’auto finita fuori strada; la gente scende in piazza a Bucarest per sostenere la ricerca della verità.

La grandezza di Collective è la capacità di destare l’interesse e l’attenzione dello spettatore attraverso i  cambi di scena e i nuovi elementi nell’inchiesta. Lo fa quasi con un piglio da thriller. I protagonisti sono narrati con il giusto approfondimento, senza mai andare troppo sul personale e sconfinare oltre il punto focale del film.  Il regista ha tenuto sempre l’inquadratura stretta sui giornalisti, mostrando anche il loro timore di essere presi per pazzi o per cospiratori.
Collective è un documentario rigoroso che racconta lo scandalo più eclatante degli ultimi venti anni in Romania e lo fa attraverso l’occhio intransigente del giornalismo investigativo.
A un certo punto ci si chiede come finirà il film, visto il mastodontico vespaio stanato dall’inchiesta. Possiamo dirlo senza temere di rovinare il film. Finisce con una canzone, una canzone che ci chiama a stringerci insieme e agire in collettività. 

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