La 19esima edizione del Festival del Cinema Europeo di Lecce si è aperta con un omaggio a una leggenda del cinema: Rodolfo Valentino. In anteprima nazionale è stato presentato il film Rudy Valentino diretto dal regista pugliese Nico Cirasola e interpretato da Pietro Masotti, Nicola Nocella, Claudia Cardinale e Alessandro Haber, in uscita nelle sale a maggio.

Un mito tutto italiano, anzi pugliese: non molti sanno che uno dei primi divi hollywoodiani proveniva da Castellaneta, un piccolo paesino in provincia di Taranto. Proprio del ritorno nel luogo d’origine, nel momento massimo della sua fama, il 1923, il regista ha voluto raccontare amalgamando realtà e fantasia.

 “Al Festival di Berlino nel ’91 – ha raccontato Nico Cirasola durante la conferenza stampa di presentazione – ho scoperto che nel 1923 Rodolfo Valentino venne in Puglia. Ho fatto ricerche dappertutto e ho trovato un solo trafiletto sul Corriere della Sera che diceva: “Il noto attore Rudolph Valentino sarà presente alla prima del film (quattro anni dopo l’uscita) de I quattro cavalieri dell’Apocalisse a Milano.” Sono riuscito a ricostruire tutti i passaggi del suo viaggio in Italia grazie anche a un libro: “Madame Valentino”, biografia della moglie Natacha Rambova. Quando è venuto in Italia ha incontrato Gabriele D’Annunzio, è andato sul set di Quo Vadis?, è andato a Napoli. La moglie a un certo punto, stanca dell’Italia, tornò in America e, a quanto pare, Valentino si recò da solo a Castellaneta. Ma non ci sono tracce, sulla Gazzetta del Mezzogiorno dell’epoca, non c’è scritto niente. Che cosa successe in quei giorni? Me lo sono immaginato”.

È proprio questo il film Rudy Valentino: un suggestivo sogno del regista che fantastica sul ritorno alle radici di un uomo che, partendo da umili origini, ha conquistato il mondo. Cirasola mescola invenzione, passato e presente: ai giorni nostri una sgangherata compagnia teatrale di Castellaneta, capitanata da Nicola Nocella, si prepara per mettere in scena uno spettacolo su Valentino. La compagnia durante le prove viene sorpresa da una misteriosa coppia vestita di tutto punto anni ’20. Sono proprio Rodolfo Valentino e Natacha Rambova giunti da poco a Castellaneta: tutti pensano a uno scherzo e i due continuano la loro visita tra le strade del paesino. Valentino (interpretato da Pietro Masotti) si aggira tra i suoi compaesani vestito da sceicco suscitando prima ilarità, poi gioia quando tutti comprendono che l’uomo che hanno davanti è Rodolfo Guglielmi, il figlio del veterinario, partito per l’America anni prima e diventato una leggenda vivente di Hollywood. Valentino ritrova i suoi affetti: il fratello, l’adorata zia (Claudia Cardinale) con la quale si confida sulle gioie e i dolori dell’essere divo, osannato, privilegiato, profondamente infelice e manipolato e sfruttato da una Hollywood che ne ha fatto un suo “prodotto”.

Il regista, lavorando sulla commistione dei generi (comico, surreale, fantastico) crea un’incantevole opera dalle suggestioni felliniane, che racconta il divo svuotato da quell’aura che lo ha circondato per tutta la vita, finalmente “umano”, reale, vulnerabile, a contatto con la sua Terra, gli affetti e soprattutto lontano dai fasti della gabbia dorata di Hollywood.

Rodolfo Valentino salutò la sua terra per sempre tre anni prima della morte ed è bello pensare che il ritorno del divo sia andato davvero come immaginato da Nico Cerasola. 

Print Friendly, PDF & Email