Dal 10 maggio la tela televisiva si arricchisce dei colori di Genius Picasso, la seconda stagione del serial che ha fatto incetta di nomination agli scorsi Emmy e che ora torna con un nuovo “genio” e un altro grande interprete. Stiamo parlando di Pablo Picasso e di Antonio Banderas, che, quasi irriconoscibile, presta volto e corpo a uno degli artisti più rivoluzionari e incompresi del ‘900, con cui condivide la città natale (Malaga).

Ambientato soprattutto in Francia sua seconda casa, Genius Picasso è stato girato in molte delle città e dei luoghi dove l’artista ha vissuto e lavorato, come ad esempio la casa dove Picasso è nato e la chiesa dove è stato battezzato, nello spirito globale e “geolocalizzato” di National Geographic.
Genius per definizione degli stessi produttori, fra cui figura Ron Howard, è la “celebrazione dell’ingegno umano” e così dopo il fisico Einstein interpretato da Geoffrey Rush nel ciclo inaugurale arriva il pittore spagnolo nelle nuove puntate. Similmente alla partenza della prima stagione, nei primi due episodi periodo storico e contesto politico fanno da contraltare alla vita personale di Picasso, un’esistenza tumultuosa e irrequieta. Un artista fuori dagli schemi, gli stessi che renderanno geometricamente subito riconoscibile il suo stile “scomposto” e le sue oltre 50.000 opere. Il Picasso adulto ci viene dipinto ribelle ed inquieto tanto quanto quel ragazzino che non riusciva a smettere di portare su tela ciò che vedeva; per lui era come respirare e la fonte d’ispirazione maggiore erano le sue donne e muse, costante della sua vita e quindi della serie tv.

Dalla prima stagione la produzione ha riutilizzato, come spesso accade in serie antologiche e simili, alcuni attori, come Samantha Colley qui la fotografa Dora Maar amante di Picasso, Seth Gabel che dà il volto a Guillaume Apollinaire e Johnny Flynn, che dopo essere stato Einstein da giovane ora interpreta Alain Cuny. A loro si aggiungono, oltre al resto del cast, due attori italiani: Valentina Bellè (Sirene) nei panni dell’ultima moglie di Picasso Jacqueline Roque e Andrea Scarduzio (I Medici) nel ruolo del pittore ungherese Endre Rozsda. 

Seconda produzione originale di National Geographic, che ha trovato una nuova vocazione nelle scripted series, Genius funziona più di Marte, che rimaneva troppo ancorata al taglio documentaristico del canale, ma rimane comunque nei canoni del biopic, che permettono una certa aderenza alla realtà. Picasso funziona però forse meno di Einstein, almeno dai primi episodi visti, poiché i salti temporali nella vita del protagonista rispetto alla prima stagione appaiono mescolati in modo confuso con troppi salti avanti e indietro fra passato e futuro, rischiando di far perdere lo spettatore nei colori della tela che racconta.

La fotografia gioca con i colori che caratterizzarono i periodi di Picasso, come i toni del blu per rappresentare Guernica e l’Esposizione Universale del 1937, che apre la premiere di stagione, o quelli del rosa. Una serie confezionata ad arte, o quasi.

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