«Agire locale, pensare globale». Torna sotto la Mole anche quest’anno il GLOCAL FILM FESTIvAL, la rassegna dedicata al cinema prodotto in Piemonte divenuta ormai una vetrina di riferimento sulla scena nazionale per filmmaker locali e semplici appassionati. Alla sua 17esima edizione, il festival organizzato dall’Associazione Piemonte Movie si contraddistingue ancora una volta per lo sguardo attento alla specificità delle produzioni piemontesi e al dialogo con altri festival e realtà associative in tutta Italia. «Sono passati 10 anni dalla nostra prima edizione torinese» ha sottolineato il direttore artistico Gabriele Diverio «una cosa però è rimasta uguale, la passione che ci muove nella realizzazione di ogni nuova edizione che siamo certi, anche quest’anno, saprà stupire il pubblico che non conosce la vastità e la potenzialità del nostro cinema». In programma, tra lunghi, corti e documentari, 88 film in 5 giorni di festival, che saranno proiettati dal 7 all’11 marzo al Cinema Massimo di Torino.

 

IL FILM D’APERTURA E L’OMAGGIO A FLAVIO BUCCI

La rassegna si aprirà mercoledì 7 marzo (ore 21) con un film raro dedicato al più grande dei pittori naïf italiani: Ligabue, versione cinematografica dello sceneggiato Rai diretto da Salvatore Nocita che nel 1977 andò in onda in tre puntate ottenendo un incredibile successo. Recuperato e digitalizzato da Rai Teche e Museo Nazionale del Cinema, il film esalta il talento dell’interprete Flavio Bucci, che proprio grazie a Ligabue vinse quarant’anni fa il premio come Miglior attore protagonista al Festival Internazionale del Cinema di Montréal. Ospite dell’apertura, Bucci sarà insignito del Premio “Riserva Carlo Alberto”, nuovo riconoscimento ideato dal festival per riscoprire e valorizzare gli artisti che rappresentano per Torino un tesoro inestimabile. La serata sarà anche il primo degli appuntamenti con cui il gLocal renderà omaggio a Bucci: dall’esordio con La proprietà non è un furto di Elio Petri (1971) a Maledetti vi amerò (1980) di Marco Tullio Giordana fino al semiautobiografico Il Vangelo secondo Mattei (2017) di Antonio Andrisani e Pascal Zullino, saranno riproposte alcune delle interpretazioni più emblematiche di questo attore torinese, considerato uno dei corpi più apprezzati del teatro e del cinema italiano.

 

Flavio Bucci sul set de “Il Vangelo secondo Mattei” (2017)

 

I PREMI E LE SEZIONI IN GARA

Colonne portanti del festival saranno, come di consueto, le sezioni competitive Panoramica Doc e Spazio Piemonte, che porteranno in sala una selezione di film legati al Piemonte prodotti o distribuiti nel 2017.

PANORAMICA DOC con i 10 documentari finalisti – scelti dai curatori Gabriele Diverio e Maurizio Fedele – mostrerà titoli realizzati dalle principali case di produzione piemontesi (La Sarraz Pictures, Indyca Film, Graffiti Doc, Zenit Arti Audiovisive, Rossofuoco, Duel: Film, Grey Ledder e Cinefonie) di cui 7 prodotti anche grazie al sostegno del Piemonte Doc Film Fund di Film Commission Torino Piemonte. In gara «storie del mondo, di uomini, di ieri e di oggi, capaci di valicare ogni tipo di confine e parlare a chiunque abbia occhi e orecchie pronti a vedere e ascoltare». Dai film che parlano del popolo della rete con Subs Heroes di Franco Dipietro o di due fratelli ebrei accumulatori seriali nella New York di oggi con La poltrona del padre di Antonio Tibaldi e Alex Lora alle storie ora fantastiche, ora ruvide, di un misterioso e surreale meridione come Happy Winter di Giovanni Totaro (anteprima regionale, presentato a Venezia 74) e Anatomia del miracolo di Alessandra Celesia (anteprima regionale). Dalle opere sulla storia di ieri come Cento anni di Davide Ferrario (presentato al TFF35) e Libere di Rossella Schillaci a quelle che parlano di oggi e di ieri come il doc antropologico Taming Winter di Andrea Arena (anteprima assoluta) oppure il biopic Enrico Rava. Note necessarie di Monica Affatato. Per finire con storie intime e personali che veicolano messaggi universali come il pluripremiato Sagre balere di Alessandro Stevanon (anteprima regionale) e la docufiction sui 78 giorni di prigionia del pilota di rally Pier Felice Filippi, ’78. Vai piano ma vinci di Alice Filippi (presentata al TFF35 e candidata ai David di Donatello). La giuria guidata da Emanuela Piovano (regista) con Emanuele Baldino (FIP Film Investimenti Piemonte), Sara Benedetti (Scuola Holden), Ettore Scarpa (attore) e Fabrizio Vespa (giornalista) assegnerà al miglior documentario, il Premio Torèt Alberto Signetto.

 

 

La sezione SPAZIO PIEMONTE presenterà i 20 cortometraggi finalisti – 15 scelti dalle curatrici Chiara Pellegrini e Roberta Pozza e 5 dal pubblico dell’anteprima Too Short to Wait – che si contenderanno il Premio Torèt Miglior Cortometraggio, i Premi O.D.S. – Miglior Attore e Miglior Attrice, e il Premio Miglior Corto d’Animazione. Una rosa di corti realizzati da videomaker piemontesi o registi che hanno scelto il Piemonte come set o che hanno trovato supporto e collaborazioni nella regione, già presentati in festival nazionali e internazionali e che torneranno sul grande schermo grazie alla circuitazione dei presidi cinematografici di Piemonte Movie. Quattro le animazioni in gara che affrontano l’amore come lotta o come danza in Robhot e Dandelion, l’incubo di un omino di plastilina in Framed oppure questioni ambientaliste in Humus. Due i documentari – Il futuro non me lo ricordo e Music in Mind – che parlano del quotidiano di persone con disabilità e disagio mentale, tra musica e gite al mare. Attualissimi ancora i temi dell’immigrazione e della frontiera raccontati in tre lavori: Makhno, ambientato sulle montagne che segnano il confine italo-francese, l’amicizia fra un bambino e un artista senegalese ne Il tratto e l’Italia degli stereotipi in Paradiso. Toni dark contraddistinguono gli horror Birthday, Musicomantia e We Know. Un futuro distopico è l’ambientazione di Ara, mentre in Conseguenze la voce della coscienza tormenta un giovane rampollo dopo una notte di droga, sangue e alcol. Dai tratti più leggeri sono il surreale Un trascurabile errore, sulle imprevedibili possibilità del post mortem, e le insicurezze di una coppia di sconosciuti al primo appuntamento in Fatta male, mentre dedicato agli scrittori indecisi è Sam Body. La famiglia, infine, è al centro dei racconti di Tale Figlio, dramma famigliare sul rapporto tra padre e figlio, Maggio. A Grandparents’ Tale, storia d’amore di una giovane coppia sullo sfondo di una romantica e melanconica Torino e Black Hole, viaggio per uscire da un buco nero del passato.

La giuria di Spazio Piemonte sarà presieduta da Flavio Bucci con Carla Signoris (attrice), Francesco Ghiaccio (regista), Mirna Muscas (Skepto Film Festival) e Stefano Di Polito (regista). Le giurie partner del festival proclameranno inoltre i vincitori dei premi speciali: Premio Machiavelli Music – Miglior Colonna Sonora, Premio Cinemaitaliano.Info – Miglior Corto Documentario e Premio Scuola Holden – Miglior Sceneggiatura.

 

 

L’EVENTO SPECIALE PIT FORMENTO E I FOCUS CON I FESTIVAL GEMELLATI

Un altro evento che vuole ricordare uno dei protagonisti della cinematografia regionale è quello dedicato a Pit Formento, documentarista torinese scomparso nell’ottobre 2017 e uomo dalla poliedrica carriera che lavorò, tra la fine degli anni ’70 e gli ’80 come assistente alla regia e fotografo di scena con Steno, Pupi Avati e Gianni Amelio. Fra gli appuntamenti in programma, domenica 11 (ore 18.30) la proiezione di Fred (2001), documentario sulla vita e i successi di Fred Buscaglione, con la partecipazione di Maurizio Ternavasio e Sante Altizio.

I FOCUS saranno invece lo spazio in cui il cinema contemporaneo italiano e internazionale si mescolerà con la produzione regionale dando vita a un dialogo tra realtà attive nella promozione della cultura cinematografica grazie a diversi titoli provenienti dai festival gemellati. Il rapporto con La Danza in 1 minuto porterà al gLocal la premiazione dei video finalisti delle sezioni nazionale/internazionale; Fish&Chips Film Festival, Seeyousound e il Migranti Film Festival di Pollenzo saranno rappresentati da lavori premiati alle edizioni appena concluse: Rol di Hammudi Al-Rahmoun Font, il videoclip Body di Marco Morelli e Bunkers di Anne-Claire Adet. Gli storici Valsusa Filmfest e Lovers Film Festival proporranno Stanza 8 di Mattia Riccio e Era ieri di Valentina Pedicini; mentre Alessandria Film Festival porterà il corto Seven Steps di Matteo Cantamessa Graia, prodotto da Raul Bova. Lo Skepto International Film Festival di Cagliari, che col gLocal condivide il forte legame con il regista piemontese Alberto Signetto, presenterà Classmate di Javier Marco. Le sinergie con altre realtà culturali si concretizzano anche con il Focus Trame, incentrato sui temi dell’accoglienza, della multiculturalità e delle pari opportunità. Realizzato in collaborazione con l’Associazione Trame, nell’ambito del progetto Alta-Meta saranno proiettati Granma di Alfie Nze e Daniele Gaglianone, Joy di Daniele Gaglianone e Sorprese! di Emanuela Piovano, introdotti dai registi ospiti delle proiezioni.

 

LE INIZIATIVE FORMATIVE E IL DOCUMENTARIO DI CHIUSURA

Per avvicinare i registi e gli spettatori di domani al linguaggio cinematografico il festival sostiene iniziative di formazione rivolte a fasce diverse di età e livello professionale. Sabato 10 marzo (ore 9.30) con la Masterclass sul rapporto tra attore e regista, il regista torinese Francesco Ghiaccio e l’attore Marco D’Amore prenderanno spunto dalla proiezione di Un posto sicuro (2015) – di cui hanno scritto soggetto e sceneggiatura – per parlare della relazione tra chi dirige un film e chi è chiamato a interpretarlo. Mercoledì 7 marzo (ore 15) sarà inaugurato il lab contest per filmmaker under 30 Torino Factory con la proiezione di 8 corti selezionati dal regista Daniele Gaglianone. Con l’obiettivo di fornire agli studenti gli strumenti di orientamento scolastico e professionale per comprendere meglio il mondo del documentario, la quarta edizione del Premio Professione Documentario consentirà a oltre 170 studenti di istituti di Torino e provincia di vedere i film (A)social 10 giorni senza lo smartphone di Lucio Laugelli, The Hate Destroyer di Vincenzo Caruso e Più libero di prima di Adriano Sforzi, confrontarsi con i registi e assegnare il premio.

La chiusura del festival sarà affidata all’opera di un regista di lunga esperienza, Fredo Valla, che domenica 11 marzo (ore 21.30) presenterà in anteprima regionale il suo ultimo documentario Non ne parliamo di questa guerra. Un “film concerto” dedicato a un tema scomodo come quello della giustizia sommaria che l’Italia riservò ai propri soldati disertori e ammutinati durante la Grande Guerra, in cui si intrecciano storie, luoghi, testimonianze, film d’archivio, pièces teatrali, documenti, canzoni di guerra e di rivolta.

 

Il regista piemontese Fredo Valla

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