La quarta stagione di Gomorra è finalmente arrivata: venerdì 29 marzo, ore 21:15 su SkyAtlantic episodio 4×1 e a seguire 4×2.
Abbiamo visto le prime due puntate in anteprima e possiamo dire che, dopo una terza stagione inutilmente carica sul piano visivo e poco empatica dal punto di vista del contenuto, la serie torna a insistere sulla sua vocazione umana e sul labile confine tra bene e male.

Gomorra 4: recensione 4° stagione puntate 1-2 

Complessivamente belle, non potenti e perfette come le puntate delle stagioni 1 e 2, ma comunque molto godibili da tutti i punti di vista. Gli episodi 4×1 e 4×2 riescono a riconnettersi con quell’universo sentimentale e criminale delle origini che ha fatto innamorare i fan e che ora, inevitabilmente, è destinato ad evolversi.
Dopo una tribolante attesa durata un anno e mezzo, la quarta stagione arriva venerdì 29 marzo con l’obbligo di rispondere ai mille interrogativi sorti principalmente con la morte di Ciro Di Marzio.

Ora gli equilibri sono completamente spostati e Gennaro Savastano è l’unico vero protagonista. Nelle prime due puntate è onnipresente e tutta la narrazione mira a costruirgli un ruolo assoluto, sia all’interno dell’organizzazione camorristica, sia come personaggio principale della storia in generale. La sceneggiatura snocciola temi importanti per la vitalità futura della serie e mostra Genny come boss, imprenditore e padre di famiglia. Nonostante la crescita, l’evoluzione e la consapevolezza dettata dagli eventi, Genny non cambia. Il matrimonio con Azzurra e la paternità non sono da intendersi come eventi che lo migliorano moralmente. Il personaggio è immutato nella sua essenza criminale e emotiva, ma la regia illumina anche altri aspetti della sua esistenza. Ora più che mai possiamo capirlo profondamente e comprendiamo fino in fondo tutto ciò che sappiamo dalle stagioni precedenti. 

Genny affida il comando degli affari dei Savastano a Patrizia. Non conosciamo ancora quali siano le sue disposizioni d’animo e come affronterà il ruolo di potere. Le prime due puntate non la indagano affondo, ma sappiamo che non tutti la accettano come boss. Inoltre, esiste anche un altro ramo della famiglia Savastano e scopriamo che proprio questo diventa fondamentale per la sopravvivenza malavitosa del clan.
Se la terza stagione appariva come un momento di transizione da tutti i punti di vista, la quarta invece è sin dall’inizio ben consolidata nel suo assetto generale. Le svolte importanti arrivano subito e sono raccontate con il caratteristico ritmo serrato di Gomorra e le atmosfere tornano a essere modulate da luci e ombre intensamente drammatiche. 

La coralità della regia aveva accusato dell’addio di Stefano Sollima che aveva abbandonato la serie dopo la seconda stagione. Ora però la supervisione artistica di Francesca Comencini e le nuove leve (Enrico Rosati, Ciro Visco e Marco D’Amore che, morto Ciro, torna in qualità di regista) ci fanno confidare in una messa in scena all’altezza delle origini della serie. 
Ci aspettiamo ancora tanto da Gomorra, il produttori hanno messo in piedi una macchina che è pressoché inesauribile grazie agli infiniti scenari in cui si moltiplica. 

Gomorra 4: recap della terza stagione attraverso 3 personaggi

Genny

Gomorra 4

La morte di Pietro Savastano (ricordiamo, per mano di Ciro e su commissione di Genny) ha spostato molti equilibri. Genny si trova a affrontare una serie di prese di posizione per mantenere il controllo su Scampia e Secondigliano. Ha cercato di rivoltare i Confederati contro il suocero Avitabile per riprendersi le piazze di spaccio e tutto ciò che il padre della moglie Azzurra gli aveva sottratto. Inaspettatamente, (ri)trova l’aiuto di Ciro Di Marzio che, tornato dalla Bulgaria, provvede alla morte violenta di Avitabile.
Inevitabilmente però il ritrovato legame tra Genny e Ciro è destinato a entrare di nuovo in corto circuito perché, come hanno dichiarato gli stessi sceneggiatori della serie, “Gomorra è una guerra… e non risparmia nessuno”.
Gennaro Savastano è ormai un uomo, un capo. La sua esistenza criminale è concentrata tutta sulle strategie di potere, le alleanze vitali e la costruzione di una famiglia con Azzurra, visto che il nucleo originale dei suoi affetti è stato fulminato dalla camorra stagione dopo stagione.

Ciro


L’immortale
non riesce a sfuggire al vortice di uccisioni a cui egli stesso ha dato il via sin dalla prima stagione. Ambizione e vendetta sono le costanti del personaggio. È stato la mente dell’attentato a Donna Imma e l’esecutore di Pietro Savastano. L’omicidio della figlioletta Mariarita (per mano di Malammore) è stato presto vendicato, ma non basta.
Ciro ricompare dopo un anno di “espiazione interiore”, in Bulgaria. È al servizio di un feroce boss locale e ben presto compie una serie di azioni che lo rimandano a Napoli ancor più segnato di prima.
Il rapporto tra Ciro e Genny non è mai stato semplice: intimamente vicini come fratelli, nemici giurati nella sfibrante lotta per la supremazia. Però, negli ultimi episodi della terza stagione, il personaggio di Marco D’Amore vuole riconquistare la grazia di Gennaro e si mette al suo servizio. La spirale violenta che caratterizza la sua esistenza finisce per travolgerlo. 

Patrizia

Gomorra 4
Messa a servizio di Don Pietro da suo zio Malammore, è diventa schiava di quel mondo che violentemente le ha portato via la famiglia. Ha subìto una profonda trasformazione: da lavoratrice onesta che non non voleva che il fratello entrasse in contatto con Genny, passa a essere partecipe dell’organizzazione criminale fino a diventare una vera e propria complice. 
Dopo aver abbandonato definitivamente i panni della ragazza perbene, si fa strada come fedelissima dei Savastano. La sua posizione nel clan si è consolidata quando ha finalizzato gli ordini di Genny tradendo e ammazzando Scianel. 

Gomorra 4: gallery fotografica

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