Sarà forse per l’effetto Halloween che investe questo fine ottobre ma il fatto certo è che la nuova stagione cinematografica  appena iniziata vede trionfare al botteghino un horror d’autore come It con protagonista il pauroso pagliaccio uscito dalla penna del maestro del brivido Stephen King.

The shape of waterBasti pensare che il film di Andres Muschietti è in programmazione in ben ventisette sale di Roma per avere un’idea del successo che il cinema horror continua a riscuotere anche a distanza da quegli anni ’80 che videro il suo periodo di maggior popolarità. E intanto è già pronto a seguirne le sorti anche da noi l’ottavo capitolo della saga dell’Enigmista in uscita con il titolo Saw legacy (in testa alle classifiche degli incassi nell’ultimo week-end negli Usa), mentre si attende per febbraio di poter vedere quel Shape of water girato da Guillermo del Toro in forma di horror fantastico memore del cult anni ’50 Il mostro della laguna nera dal quale riprende la storia dell’amore di una donna per un uomo-pesce rimasto impresso nella nostra memoria collettiva (un’ opera, questa di del Toro, premiata a Venezia dove per la prima volta il prezioso Leone è andato a un film di un genere di solito snobbato dalle giurie di festival importanti ma che questa volta ha visto finalmente riconosciuti i suoi meriti artistici non soltanto dagli appassionati della materia).

Se gli adulti cercano sensazioni forti in un genere collaudato da sempre,adesso anche i bambini vogliono la loro dose di mostri,magari bizzarri e pure simpatici, come dimostra il successo che stanno avendo in questo periodo titoli di cartoon come Vampiretto e come Monster Family (quest’ultimo tributario di La famiglia Addams e anche di quel piccolo gioiello che resta Scuola di mostri girato da Fred Dekker nel 1987), a riprova che i bambini preferiscono le storie spaventose a quelle melense forse perché nella realtà vivono più le prime che le seconde.

Come si vede, il cinema horror non conosce crisi, a differenza di altri generi che appaiono e scompaiono nel corso degli anni. La ragione di questa tenuta sta nell’indubbio effetto catartico prodotto dalla visione dei film in qualche modo horror, quale che sia il loro gradiente di truculenza, un effetto che gli antichi greci provavano dopo aver assistito alla rappresentazione delle tragedie di un Eschilo o di un Euripide (pure esse non prive di momenti a base di splatter, come saranno nel Cinquecento le “tragedie degli orrori” scritte da Giraldi Cinzio sul modello antico di Seneca).

Nel cinema, a partire dai capolavori dell’espressionismo tedesco tipo Nosferatu e Caligari, a suscitare l’orrore è la figura ricorrente dell’ incubo, una figura impiegata in tutte le sue varianti senza dover rispettare alcun vincolo realistico allo scopo di creare moderne favole nere. Queste favole riflettono e spesso anticipano le paure di una società in un dato momento della sua storia, ieri il nazismo e la guerra atomica, oggi il terrorismo e l’incertezza del futuro. Sul piano individuale è indubbio che i film horror ci fanno guardare in faccia i mostri che abitano dentro di noi e nel fare questo ci aiutano a scendere a patti con essi (e anche con le inconfessate psicosi che coviamo nel profondo). Questo gli psicoanalisti lo sanno e pertanto da domani potranno usare, oltre ai classici del genere, anche It ,Saw e Monster Family come test clinici da proporre ai loro pazienti grandi e piccoli.

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