L’eroe, etimologicamente, è l’individuo pieno di virtù. Conditio sine qua non del termine è il coraggio (indomito). Al giorno d’oggi però abusiamo di questo sostantivo nobile e altruista che finisce quotidianamente tra le righe dei giornali per caratterizzare qualunque gesto di ispirazione civile.
Cristiano Anania, per il suo primo lungometraggio, parte proprio dalla riflessione sul significato odierno di questa parola e dirige un giallo made in sud intitolato audacemente L’eroe.

L’eroe – trama del film

Giorgio è un giovane giornalista di cronaca con il sogno di pubblicare il romanzo della sua vita che viene continuamente respinto da editori e agenti letterari. 
A causa di una sua scomoda e misteriosa inchiesta, anch’essa mai pubblicata, Giorgio viene spedito a lavorare nella redazione di un minuscolo quotidiano di provincia.
La calma e la routine del piccolo borgo in cui Giorgio è esiliato vengono rotte da un episodio degno dell’attenzione della stampa nazionale: il nipote di Giulia Guidi, proprietaria di un’importante azienda vinicola, viene rapito.
Per Giorgio arriva l’inaspettata occasione di rivalsa e decide di indagare sulla vicenda per poterne poi scrivere. I sospetti sul rapitore ricadono su alcuni membri della comunità. Tutti gli indizi e i sospetti ricadono su Francesco, un minorato mentale che consegna le bombole del gas con il suo camioncino, ma la soluzione del giallo è molto più torbida di quello che sembra.

L'eroe

L’eroe – film di Cristiano Anania

Il regista esordiente Anania, autore anche del soggetto e della sceneggiatura de L’eroe, sceglie una messa in scena rarefatta e senza grandi artifici: la macchina da presa, quasi sempre statica e raramente in movimento, inquadra da un lato le assolate e amene location della provincia italiana, dall’altro gli interni cupi di ville ed edifici diroccati. Grazie a questo doppio binario parallelo e contrastante lo spettatore rimane spaesato e inquieto e ben si esplicita l’assioma classico del giallo: quel che appare non è detto che sia.

Ne L’eroe sono presenti forti molti rimandi visivi al cinema italiano di genere e non solo. La piccola redazione del quotidiano locale fa subito ricordare il minuscolo ufficio postale de Il postino (diretto da Michael Radford  e Massimo Troisi nel 1994), mentre lo spunto iniziale di tutta la vicenda rievoca il capolavoro Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci (1972).  Il riferimento a quest’ultimo classico del noir italiano è forte, ma a differenza della pellicola senza tempo di Fulci, qui il giallo non si connota mai di tinte macabre, resta solo una flebile inchiesta intorno ad un rapimento e alla tensione viene preferita una modulazione melodrammatica. 

La sceneggiatura rivela alcune sbavature solo parzialmente giustificate dall’opera prima: gli snodi principali sono meccanici e di troppo facile lettura, la vera e propria indagine fatica a decollare e arriva tardi perché è stato dato spazio eccessivo alla presentazione dei personaggi.

Il finale, la parte decisamente più convincente di tutto il film, lascia che sia lo spettatore a tirare le fila di ciò che ha visto, ma mentre esce dalla sala e ha fatto luce sulla vicenda narrata è pronto per riporre in un remoto cassetto della memoria L’eroe.

L’eroe – cast e trailer

L’eroe di Cristiano Anania
interpreti: Salvatore Esposito,Cristina DonadioVincenzo NemolatoMarta Gastini, Enrica Guidi, Fabio Ferrari, Paolo Sassanelli
prodotto da: MescalitoFilm, Green Film, Minerva Pictures Group
distribuzione: MescalitoFilm
durata: 84′
uscita italiana: 21 marzo 2019

Print Friendly, PDF & Email