Sebbene i film su Elisabetta I d’Inghilterra siano in generale più conosciuti di quelli sulla cugina e rivale Maria di Scozia, bisogna ammettere che la scozzese è stata la prima delle due ad essere immortalata in un prodotto cinematografico. The Execution of Mary, Queen of Scots è un cortometraggio di appena un minuto realizzato nel 1895 (Les Amours de la reine Élisabeth è invece del 1912) che già allora inquietò per l’uso di un espediente visuale cruento grazie al quale la testa dell’attrice cadeva realmente sotto la scure del boia. Già dai titoli delle due antiche pellicole deriva una certezza valida ancora oggi: le vicende sanguinarie e le trame sentimentali di Maria e Elisabetta si perpetuano in una competizione che sfida le epoche.

È interessante annotare che questo brevissimo film fu prodotto da Thomas Edison, padre indiscusso del cinema insieme ai Lumièr. Si tratta anche di un primo esperimento di “effetti speciali”: si racconta che gli spettatori rimasero sgomenti alla visione perché credettero che una donna avesse davvero offerto la sua vita per la realizzazione della scena.

Nell’ultimo appassionato ritratto storico realizzato da Josie Rourke, Maria Stuarda è interpretata da una sconvolgente Saoirse Ronan che dona alla protagonista una fierezza e fermezza d’animo che in pochi si aspettavano. La Ronan solo l’anno scorso aveva recitato nei panni di un’adolescente moderna in perenne guerra con la madre (Lady Bird), ma con Maria Regina di Scozia mostra di saper sostenere con maturità un ruolo profondamente drammatico.

Le vicende della sovrana scozzese sono fosche ed emotivamente segnanti. Rimane prematuramente vedova del primo marito, il popolo non la riconosce come sovrana perché cattolica e papista, dopo mille trattative si risposa, al popolo non va bene la nuova unione con un lord inglese, rimane finalmente incinta e durante la gravidanza il re consorte, Lord Dudley, si unisce a una congiura di corte per fa uccidere Rizzio il segretario personale di Maria (nel film si vede lo stesso Dudley consumare una romantica notte di sesso omosessuale con Rizzio, questo fatto non è storicamente comprovato ma è comunque molto intrigante ai fini della storia narrata), poi si succedono altre morti, tumulti e cospirazioni ai danni di Maria.
Su tutto questo sconvolgimento a nord vigila Elisabetta da Londra. Nessuna delle due regine riconosce fino in fondo la legittimità dell’altra: Maria, cattolica e erede diretta al trono britannico sia da parte dei Tudor che degli Stuart, Elisabetta invece è anglicana, figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena, saggia e potentissima. Entrambe sono legate dall’ossessione comune di vedere il loro trono usurpato dagli uomini.
È l’inizio di uno scontro strategico, opaco e mortale. Una specie di duello a distanza fatto di invidie e falsi affetti tra due donne che ben conoscono la solitudine e sono circondate da uomini.

Il personaggio di Elisabetta I poteva essere davvero degno di nota perché caratterizzato da sentimenti che la rendono furente e miserabile al tempo stesso. Purtroppo però si abbandona a scene eccessivamente patetiche, come ammirare l’ombra del suo ventre gonfiato da una finta pancia da gestante, che ne offuscano il triste splendore.
Margot Robbie la impersona a tratti degnamente*, ma non è ingrato di sfumare con la recitazione le esagerazioni fisiche e comportamentali di Elisabetta che alla fine tende a diventare la caricatura di sé stessa.

Così come spesso è successo in altre versioni cinematografiche della vita della sovrana, in Maria regina di Scozia viene inventato di sana pianta un incontro faccia a faccia tra le due regine rivali che in realtà non è mai avvenuto. Elisabetta si “limitò” a tenere sotto chiave Maria nei castelli intorno a Londra per sottrarla alle cospirazioni in patria. Poi alla fine firmo (esitante) la sua condanna a morte per alto tradimento.
Nel film però qualche incongruenza storica si può sopportare perché la regista Josie Rourke realizza una trasposizione molto originale che non si focalizza soltanto sulle passioni viscerali, ma fa emergere con eleganza e naturalezza le astuzie tutte femminili delle due protagoniste.

La rivalità a corte quest’anno è di gran moda e il period drama in generale potrebbe arrivare fino agli Oscar 2019. Magari il film di Josie Rourke non spera in una candidatura diretta, ma almeno una nomination tra attrice protagonista e non, costumi, trucco e parrucco arriverà sicuramente! E, per infittire la trama della competizione, l’avversario diretto di Maria di Scozia sarà La Favorita di Yorgos Lanthimos.

*Scommetto sin da ora sulla candidatura della Robbie all’Oscar come miglior attrice non protagonista e forse, immotivatamente, lo vincerà pure.

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