Red Joan, diretto da Trevor Nunn, regista delle produzioni teatrali londinesi de I Miserabili e La dodicesima notte, è tratto dal romanzo La ragazza del KGB di Jennie Rooney ed è una storia d’amore e di spionaggio basata su eventi realmente accaduti.

Red Joan: trama 

La vita della nonnina Joan Stanley (Judi Dench) procede calma e felice, cura il giardino e beve tè dalla sua una tazza raffigurante Ernesto “Che” Guevara. Nonostante la sciatalgia e gli acciacchi dell’età, la sua è proprio una vecchiaia felice. Una mattina però gli agenti dell’ MI5 irrompono in casa sua e la arrestano con l’accusa di spionaggio. La colpa di Joan è di aver consegnato segreti militari all’Unione Sovietica.
Sottoposta a interrogatorio, Joan ripercorre gli eventi della sua esistenza e le ragioni che l’hanno portata a diventare una spia.
Nel 1938 Joan era studentessa a Cambridge, dove eccelleva in fisica e intanto iniziava una burrascosa relazione con l’affascinante Leo Galich, giovane comunista e sostenitore di Stalin arrivato in Inghilterra dopo essere scappato dalla Germania nazista. La zelante Joan, dietro la raccomandazione del professor Max Davies, collaborò alle attività del laboratorio Cavendish, dove veniva perfezionata la bomba atomica. Proprio in quegli anni, dopo il triste attacco a Hiroshima e Nagasaki, Joan prese coscienza della devastazione della quale era indirettamente complice e per evitare ogni possibile uso futuro di quella che riteneva essere la più terribile arma di distruzione di massa decise che nessun prezzo era troppo alto per la pace e così divenne una spia del KGB nota come “Agente Lotto”.

Red Joan

Red Joan: recensione 

Red Joan si basa su una storia vera e il fulcro della narrazione è incentrato sui conflitti che intercorrono tra patriottismo e idealismo, amore e dovere, coraggio e tradimento, insomma le componenti giuste per imbastire un grande thriller di spionaggio, ma nello script di Lindsay Shapero gli intrighi della spy-story, la paura di venire scoperti, il dover agire di nascosto, via via vengono meno perché lavati e ripuliti con il rosa del lato sentimentale e amoroso. Nelle moltissime inquadrature che il regista le riserva, Joan appare sempre come una corrucciata ragazza dagli occhi scintillanti che è così accecata dall’amore verso un uomo, da tradire il suo paese con atti superficiali e miopi. 

Trevor Nunn cerca di adattarsi a questa pallida sceneggiatura e trasforma Red Joan in un disastro insaponato, goffo, esasperatamente semplicistico e mai fumoso e tagliente come vuole la tradizione dei film di spionaggio. La maggior parte delle scene con Judi Dench sono sbrigative e quasi mai chiuse con un raccordo efficace tra presente e passato.Uno spreco criminale del talento dell’attrice inglese, messo da parte per far splendere il volto di Sophie Cookson (Joan da giovane) e soprattuto il suo rossetto rosso.

Red Joan è ispirato alla vita di Melita Norwood, un funzionario britannico dal 1937 al 1977 e spia del KGB in un momento cruciale della storia. Qualunque sia la verità sulla vita di questa donna, dev’essere stata sicuramente più movimentata, straziante e complessa della rappresentazione démodé, superficiale e talvolta sessista che ne fa il film di Nunn. Alla fine ci convinciamo che l’agente Lotto –o Joan “la rossa”, come la chiamò la stampa–  fu una famigerata spia comunista diventata però il più noioso agente segreto della storia del cinema.

Red Joan

Regia: Trevor Nunn
Sceneggiatura: Lindsay Shapero  
Basato sul romanzo La ragazza del KGB di Jennie Rooney
Interpreti: Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore,Tom Hughes, Ben Miles, Tereza Srbova
Distribuzione: Cloud 9, Vision Distribution
Data di uscita: 09 maggio 2019
Durata:  105 min. 

 

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