Rocco Chinnici
Piace tanto ai broadcaster parlare di film tv, ovvero di una produzione cinematografica di destinazione unicamente televisiva. A pensarci bene i due termini sono praticamente antitetici: difficilmente la definizione di «film» entra nel formato televisivo. In ogni caso, accettiamo comunque i tv movies perché ormai hanno una lunga tradizione nelle case degli italiani, spesso nobilitata dal lavoro di registi importanti che hanno saputo adattare la propria arte al più loquace degli elettrodomestici.

Da Sollima (padre) a Bava (figlio), passando per Damiano Damiani, la televisione ci ha regalato grande intrattenimento soprattutto con titoli legati alla mafia, alla malavita o alle varie sfumature del giallo e del thriller. Cercando di inseguire questa fortunata scia di successi, la Rai propone ora un nuovo prodotto da prima serata: Rocco Chinnici – è così lieve il tuo bacio sulla fronte.

Già il titolo inquadra perfettamente la vicenda raccontata. Palermo, lotta indefessa alla criminalità di stampo mafioso, attentati e lutti nazionali. Chinnici è stato un magistrato e uomo giusto del nostro paese che ha immolato la sua vita a combattere i loschi e criminosi affari che portarono allo strapotere di Cosa nostra. Assassinato brutalmente con tutta la scorta, è da sempre ricordato per l’ideazione del “pool antimafia”. Allo stesso tempo il sottotitolo svela il preciso punto di vista del racconto: il film prende il via dal libro È così lieve il tuo bacio sulla fronte della primogenita di Chinnici, Caterina, che ha seguito le orme del padre nella magistratura. Il protagonista quindi è visto da un punto di vista umano e dolce, ma allo stesso tempo non manca mai l’ombra degli attentati che ottenebrano il cuore di una famiglia “normale”. Ro

Una biografia marca Rai che però ha anche una discreta componente di thriller, inteso come momento di eccitazione e forte tensione. La fatale sorte di Chinnici è rappresentata già nella prima scena, poi si procede per  lunghi flashback che ricostruiscono giorni di vita vissuta caratterizzati dal desiderio di dare scacco matto alla mafia. Il cerchio si stringe con gli omicidi di Piersanti Mattarella, Pio La Torre, Terranova, Costa e del gen. Dalla Chiesa, a Rocco Chinnici manca sempre di più il fiato. Annaspa, cercando di far vivere alla propria famiglia momenti di tranquillità. Ormai il suo destino è segnato e lo spettatore lo sa già dall’inizio, ma l’interesse verso questo film tv è mantenuto alto anche grazie alle connotazioni tipiche della cronaca nera. 

co Chinnic
Sergio Castellitto veste molto bene i panni del magistrato siciliano e regala un’interpretazione mai sopra le righe, credibile anche quando la regia si concede troppi sentimentalismi. Caterina Chinnici è impersonata da Cristiana Dell’Anna che merita davvero un plauso speciale: leggera e naturale anche quando il dramma è più marcato, realmente umana nelle espressioni quotidiane e persino più apprezzabile qui che nella seconda e terza stagione di Gomorra (dove rimane comunque tra i migliori attori della serie). Comunque l’intero cast è ben composto, bellissimi i componenti della scorta, i carabinieri, gli appuntati e i membri del pool, compresi Falcone e Borsellino logicamente poco più giovani di come siamo abituati a vedere. Tutto è manovrato da Michele Soavi che conosce il suo mestiere. Le sue scelte registiche sanno rendere la situazione asfissiante quando Chinnici si rende conto che all’interno del Palazzo dei Veleni (la Procura di Palermo) i pochi uomini giusti sono praticamente morti che camminano. Soavi non è affatto estraneo a trattamenti di questo tipo, ha firmato film tv come Ultimo Uno biancaanche se probabilmente si è espresso al massimo, al cinema, con l’horror. Nel film, il suo tratto è ben riconoscibile nei momenti di emergenza e di tensione, anche se in alcuni casi si abbandona a sfumati meno indispensabili come incubi e sogni da soap-opera.

Rocco Chinnici – è così lieve il tuo bacio sulla fronte è un buon prodotto che intrattiene e si colloca bene in prima serata. Da un lato torna a raccontare pagine della storia più recente e brutale, dall’altro affronta una questione nazionale da una prospettiva intima e privata e non necessariamente melensa. Il tutto è tenuto insieme da un buon nome del cinema italiano, Soavi, che rende la visione piacevole, entusiasmante, scorrevole e tenera allo stesso tempo. In fin dei conti questi sono gli ingredienti dei nostri tv movie e bisogna ammettere che spesso funzionano alla grande pur non avendo eroi negativi e malavitosi come protagonisti, pur raccontando sempre dal pulpito della monotona legge. Certamente, il romanzo criminale ha un fascino senza tempo anche in televisione, ma qualche volta si può cedere a una storia che ha sullo sfondo un ché di impegno civile.

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