Perché da anni accade che a ogni suo ennesimo passaggio televisivo il film Rocky sbaraglia i programmi sui canali concorrenti e annienta anche i tanti soliti talk show con i soliti esperti sulla solita attualità? Semplice,perché il personaggio di Rocky rappresenta la versione moderna dell’archetipo della figura dell’Eroe e a questo resta fedele in tutte le varianti della sua storia fondativa del mito,tra le ultime quella vista la scorsa settimana in Rocky 4.In quest’ultimo capitolo della saga il campione si arricchisce di ulteriori valenze morali in precedenza soltanto accennate ma che qui emergono chiare con il suo duplice passaggio dall’iniziale ruolo di mentore del suo ex-rivale Apollo a quello successivo di eroe che vendica la morte dell’amico battendo l’invincibile Rocky Drago che l’aveva causata.Lo scontro tra Rocky e Drago è quello tra un uomo mosso da una forte motivazione che fa appello alle sue sole risorse umane e una macchina acefala costruita con l’aiuto della tecnologia ma senza nessuna spinta ideale se non quella del successo e dei soldi che lo spinga a combattere.La condivisione di sentimenti che volta per volta Rocky nutre verso i sui vecchi avversari in difficoltà è una traccia della sua iniziale condizione di underdog,cioè di persona che crede di non farcela ma che poi grazie alla dedizione alla sua attività sportiva riesce a superare le prove che la vita gli oppone e questo senza mai tradire i suoi principi di comportamento etico.Il dualismo tra Rocky e Drago è un classico topos narrativo giocato sul contrasto tra una forza umana e una disumana,quel contrasto ben rappresentato in chiave epica da Ejzenstejn nel suo celebre Aleksandr Newskij, dove la bionda figura quasi messianica del condottiero russo affronta e vince quella simile a un robot corazzato del comandante dei cavalieri teutonici invasori della Russia.

La saga del pugile interpretato da Silvester Stallone piace a tutti perché in essa agisce un eroe credibileRocky calato nella realtà di tutti i giorni,un eroe che non dispone di poteri soprannaturali come accade nel genere fantasy ma soltanto di volontà e di disposizione alla fatica fisica senza che però questo sforzo giunga al alimentare un suo Io ipertrofico o una gratuita volontà di potenza.Questi elementi fanno amare i film con Rocky anche da chi non ama la boxe ma è pronto ad ammirare le qualità di un uomo che non rinnega mai gli eterni valori umani (al contrario di quanto fanno i tanti odierni quaquaraquà che oggi invadono vuoti e presuntuosi non solo gli schermi grandi e piccoli ma anche la realtà).

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