Non poteva che pescare dal panorama attoriale britannico la serie tv vincitrice dell’Emmy The Crown: Olivia Colman è stata infatti scelta per succedere a Claire Foy sul trono d’Inghilterra nei panni di Elisabetta II. Continua quindi il progetto di una delle serie tv più costose di Netflix e della storia, senza rinnovi ufficiali ma proseguendo nel cambiare gli interpreti ogni due stagioni per farli invecchiare “naturalmente” senza ricorrere a trucco e altri stratagemmi, in una storia che dovrebbe durare sei annate.

Nella terza e quarta stagione Olivia Colman sarà quindi Elisabetta II e arriveremo a tempi più recenti. La prima stagione, successo di pubblico e critica, ha raccontato la storia del Regno di Elisabetta (Claire Foy) iniziando dal suo fidanzamento nel 1947 col Principe Filippo (Matt Smith). La terza stagione sarà invece ambientata dopo il 1963.

Olivia Colman, vista in tv in Broadchurch e Fleabag, oltre alla vittoria ai Golden Globe per il suo ruolo in The Night Manager, è per ora l’unico membro del cast confermato per la terza stagione: non si sa ancora chi succederà a Matt Smith nei panni del Principe Filippo. Claire Foy per questo ruolo ha vinto il Golden Globe ed è stata nominata all’Emmy, la sua interpretazione di Elisabetta II d’Inghilterra è stata davvero molto apprezzata.

Il creatore Peter Morgan è molto soddisfatto del casting e del procedere con attori più “anziani” man mano che la storia di Elisabetta prosegue, come aveva pensato fin dall’inizio. “Avere a che fare con un attore cinquantenne è diverso che avere a che fare con un trentenne, getta perfettamente le basi del lavoro che andiamo a fare in The Crown”, ha dichiarato.

La produzione della terza stagione di The Crown è in dirittura d’inizio, mentre la seconda, l’ultima con Foy e Smith, arriverà su Netflix l’8 dicembre (di seguito il trailer) e inizierà con i soldati di Sua Maestà impegnati a combattere una guerra illegale in Egitto e finisce con la rovina del suo terzo Primo Ministro, Harold Macmillan, dopo un devastante scandalo, racconta la fine dell’epoca del rispetto e l’ingresso nell’era rivoluzionaria degli anni Sessanta.

Print Friendly, PDF & Email