Se, un tempo, il cinema di genere era motivo di orgoglio nazionale, qui in Italia, al giorno d’oggi suscitano sempre grande interesse nuovi prodotti di simile impronta, realizzati – spesso e volentieri – da nomi emergenti del panorama cinematografico nostrano. Piuttosto promettente, dunque, si è inizialmente rivelato il lungometraggio The Nest, per la regia del giovane Roberto De Feo.

The Nest: trama del film

Eppure, malgrado i facili entusiasmi iniziali, già dai primi minuti dall’inizio del lungometraggio abbiamo come una comune sensazione di dèjà vu. Un uomo, di notte, scappa in macchina con il figlioletto di pochi anni. Poi, improvvisamente, un violento incidente in macchina. Trascorrono dieci anni e il bambino, ormai adolescente e paraplegico, è diventato uno stimato pianista. Sua madre, tuttavia, lo costringe a vivere in una gabbia dorata, dalla quale non gli è permesso di uscire e all’interno della quale si ha l’impressione di vivere in un’enorme setta. Cosa starà dietro questa inquietante realtà?

The Nest: recensione

Indubbiamente curato (forse addirittura un po’ troppo) dal punto di vista visivo, The Nest ci fa immediatamente pensare a lavori come gli ormai cult The Village di M. Night Shyamalan (2004) o The Others (realizzato da Alejandro Amenabar nel 2001). E il sospetto che il presente lungometraggio possa rivelarsi una sorta di puzzle di precedenti prodotti risulta, man mano che ci si avvicina al finale, tristemente fondato, con tanto di ribaltamenti sì potenzialmente interessanti, ma troppo forzati per risultare realmente coinvolgenti.

Recensione the nest
Volendo sorvolare su una poco riuscita direzione attoriale, che, di fatto è la prima cosa di The Nest che fa storcere il naso (con un vero e proprio momento clou quando uno dei personaggi secondari si accinge a raccontare una barzelletta a un amico, con un fare eccessivamente teatrale e artefatto), questo lavoro di De Feo si presenta, visivamente parlando, estremamente curato. Forse addirittura troppo. E se particolari dettagli all’interno della casa stessa (vedi, ad esempio, la carta da parati nella stanza del giovane protagonista che quasi sta a distogliere l’attenzione dello spettatore da quanto sta realmente accadendo) possono, a loro modo, risultare affascinanti o complessivamente indovinati, il tutto – data la povertà di idee alla base e pericolose incongruenze presenti all’interno dello script stesso – finisce per sembrarci soltanto un mero esercizio di stile. Una dimostrazione del fatto che Roberto De Feo è sì un regista capace di creare atmosfere potenzialmente coinvolgenti, è sì un autore con un importante bagaglio culturale alle spalle (almeno per quanto riguarda un certo cinema di genere), ma, di fatto, purtroppo sembra non avere molto di nuovo da dire.

Il suo The Nest – anche se, ad una prima, sommaria visione del trailer, sembra indubbiamente accattivante – è un prodotto che altro non fa che dimostrare innanzitutto poco coraggio dal punto di vista produttivo, poche idee che possano, a loro modo, “fare la differenza”. Segno del fatto che, purtroppo, anche se un tempo il nostro paese si è distinto in tutto il mondo grazie ad autori entrati ufficialmente nell’Olimpo dei Grandi, oggi come oggi altro non fa che dimostrare una preoccupante stanchezza di fondo. Una mancanza di necessaria linfa vitale. Almeno per quanto riguarda la grande maggioranza dei casi.

The Nest: scheda film

Recensione The nest

 

Regia: Roberto De Feo

Interpreti: Francesca Cavallin, 
                 Ginevra Francesconi,
                 Justin Alexander Korovkin
                 Maurizio Lombardi

Distribuzione: Vision Distribution

Durata: 107 min.

Uscita italiana: 14 agosto 2019

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