Tutte le mie notti, thriller prodotto da Carlo Macchitella e dai Manetti bros, è l’opera prima del regista fiorentino Manfredi Lucibello che insieme a Andrea Paolo Massara ne ha scritto anche il soggetto e la sceneggiatura.  

Tutte le mie notti: trama

In una notte d’autunno, nelle strade buie e deserte di una cittadina di mare, Sara, una diciassettenne che vende il suo corpo, fugge da qualcosa di sospetto e minaccioso. Incontra Veronica, un’algida avvocatessa. La legale si offre di aiutarla e la porta in un’asettica e impersonale villa. L’incontro dà il via a un processo di scoperta interiore e di analisi di coscienza che svelerà tutti i segreti e le bugie delle due donne fino ad arrivare a una sofferta verità.

L’arco temporale di Tutte le mie notti è concentrato in poche ore prima dell’alba e l’arrivo del giorno è la spicciola metafora del cambiamento che si impone e stravolge le vite delle protagoniste. 

Tutte le mie notti: un thriller giocato sui ruoli

Fin dai primi minuti il film si articola sullo schema narrativo composto sul binomio vittima/salvatore inaspettato. Solo verso il finale, forse con troppo ritardo, scopriamo chi è il carnefice. 
Tra Sara e Veronica, personaggi apparentemente agli antipodi, s’instaura il classico rapporto di diffidenza iniziale che si scioglie pian piano affrontando i reciproci demoni di un passato traumatico. Entrambe le protagoniste procedono insieme verso un comune intento, pur oscillando continuamente tra il “mi stai salvando” e il “mi fai ancor più paura”. Ora coese, ora lontanissime. Il loro vissuto in questo baluginante andirivieni, appare ad intermittenza con il progredire della storia e conferisce un alone di puro mistero al film.
La notte inizia a rischiararsi e i ricordi ad affiorare, i personaggi si svuotano buttando le loro maschere e sprofondano in un senso di colpa che li devasta e diventano impotenti vittime della fragilità umana.

Se tra le protagoniste nasce un’intesa e un affiatamento, nello spettatore esse però si allontanano sempre di più: ci si discosta dalla vicenda e dai caratteri in gioco e ben presto, a causa dell’assenza totale di qualsiasi forma di azione, ci si annoia.

Tutte le mie notti: un approccio distaccato

Il regista Manfredi Lucibello, esordiente in un film di finzione, sceglie di usare un approccio intimista ma al tempo stesso un po’ troppo distaccato.
La narrazione del film è affidato quasi totalmente ai dialoghi, troppo didascalici. Inoltre l’assenza di scene veramente coinvolgenti segna in maniera fatale un film che poteva essere molto interessante.

Gli ambienti, illuminati con maestria e raffinatezza da Gianluca Palma (notevoli i giochi di luce del riflesso dell’acqua), sono freddi e distanti dal vissuto – sembrano i cataloghi di un mobilificio. Questa impressione spezza l’atmosfera drammatica e misteriosa che era negli intenti del regista. L’insistere su la freddezza della location e l’inserimento di giochi di specchi sembrano soltanto un esercizio di stile volto a far somigliare Tutte le mie notti ad un noir, ma l’eccessiva ridondanza delle inquadrature e un tappeto musicale scontato e troppo anticipatore vanno a minare il mood del film e, purtroppo, annientano l’efficacia del finale. 

In Tutte le mie notti, dietro un lavoro di composizione visiva gradevole – anche se un po’ troppo compiaciuta– si nasconde una trama che doveva osare molto di più e che termina con un finale approssimato e frettoloso vanificando tutti gli sforzi fatti per apparire come una storia enigmatica e misteriosa.

Tutte le mie notti: trailer e cast

Tutte le mie notti di Manfredi Lucibello
interpreti: Barbora Bobulova, Benedetta PorcaroliAlessio Boni
prodotto da: Manetti bros. e Carlo Macchitella,con Rai Cinema una produzione Madeleine e Mompracem con Rai Cinema
scritto da Manfredi Lucibello e Andrea Paolo Massar
distribuzione: 102 DISTRIBUTION
durata: 81'
uscita italiana: 28 marzo 2019
Print Friendly, PDF & Email