In arrivo il 20 settembre, Un amore così grande è un film sentimentale diretto da Christian De Mattheis, prodotto da A.C. Production e distribuito da Medusa.

Un amore così grande vede la partecipazione del gruppo musicale Il Volo (Piero Barone, Gianluca Ginoble, Ignazio Boschetto) nei panni di loro stessi. Le vicende si svolgono a Verona: il trio si appresta a preparare uno spettacolare concerto nell’Arena e tramite il loro manager fanno la conoscenza di Vladimir (Giuseppe Maggio), squattrinato e talentuoso ragazzo che si esibisce per strada cantando arie de La Tosca e de La Bohème. Vladimir, giunto dalla Russia in Italia dopo la morte della madre per realizzare il suo sogno di diventare un grande tenore, presto incontra e si innamora di Veronica (Francesca Loy)  una dolce ragazza del posto, figlia di un ricco industriale. Il loro amore viene però ostacolato dalla tirannica nonna della giovane e dal destino avverso.

Un amore così grande è incentrato sul mondo della lirica e costruito attorno al concerto de Il Volo all’arena di Verona nel 2017, però l’esibizione del trio diventa soltanto un pretesto per raccontare la più classica (e banale) storia d’amore e il percorso di un talento musicale per raggiungere il successo. Un impianto, dalla sceneggiatura alla recitazione, che ricorda il cinema di Federico Moccia – non a caso Giuseppe Maggio  è uno dei protagonisti di Amore14 – inverosimile e intriso di retorica, destinato esclusivamente ad un pubblico adolescenziale.

Le situazioni vissute dai personaggi del film, i sentimenti, i problemi da superare e i primi turbamenti esistenziali sono semplificati e messi malamente in scena, tanto da far sembrare il film un lungo fotoromanzo anni ‘80 riportato sul grande schermo.
La dichiarazione del regista che descrive la sua storia come “senza pretesa di essere realistica, non esitando infatti a ricorrere a volte a soluzioni improbabili” sembra una goffa giustificazione perché di improbabile c’è davvero molto, a cominciare dal protagonista maschile, belloccio e inespressivo, che deturpa capolavori della lirica cantandoli in playback (doppiato dal cantante Pietro Mazzocchetti) in esibizioni senza pathos e poco credibili, per finire alla protagonista femmine Francesca Loy, attrice esordiente che inizia, purtroppo, la sua carriera con un passo falso. 

Un amore così grande è un prodotto confuso: la chiara operazione promozionale del territorio lo relega solo ad una semplice cartolina da Verona, ancor più grave però  è l’ impostazione tipica da fiction televisiva che rende la visione stucchevole e non raggiunge neanche l’obiettivo di omaggiare e rendere più “pop” e accessibile il mondo della lirica.
Un azzardo, quello di raccontare il mondo della lirica, che appare più come una nuova versione del tanto amato – ed estinto –  genere nazionalpopolare dei musicarelli. In passato Nino d’Angelo, Gianni Morandi e Al Bano, oggi i ragazzi de Il Volo, il trio però non ha la presenza scenica né l’espressività dei loro predecessori e Un amore così grande diventa così qualcosa di piccolo piccolo.

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