“La voglio con me perché mi piace come ficca la lingua dentro di me”

Una regina non pronuncerebbe mai queste parole, ma per l’inedito Yorgos Lanthimos de La Favorita – The Favourite si!
Il film del regista greco è in concorso alla settantacinquesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e si allontana dallo stile delle sue precedenti opere. Smesse per il momento le realtà contemporanee diverse dalle nostre, ma presentateci come assolutamente normali e canoniche, e dopo aver viaggiato tra Grecia e America, il regista approda nell’Inghilterra d’inizio ‘700. Il Regno è provato dalla guerra contro la Francia e la Regina Anna è troppo malata, stanca e di tempra debole per governare. Lady Sarah, un’amica a lei molto vicina, la consiglia costantemente, manipolandola a suo piacimento. La situazione si appresta a cambiare quando a palazzo arriva la cugina caduta in disgrazia di Sarah, Abigail: a quel punto sarà una guerra all’ultimo favoritismo per accaparrarsi le grazie della Regina.

Lanthimos mette in scena un Eva contro Eva ambientato nel ‘700 condito di un umorismo assolutamente british, che spesso sfocia nel nero e nello sboccato. Il ritmo diviene così frizzante, vivace, meno statico dei suoi precedenti lavori. I personaggi provano i più svariati sentimenti e, seppur con rigore british, non fanno mistero di mostrarli. Una decisione nuova e inedita al contrario della recitazione (volutamente) piatta a cui ci aveva abituato l’autore greco. Qui non si legge un copione senza alcuna enfasi, si urla, si ride, ci si arrabbia. Per contro, gli ambienti vengono ripresi in grandangolo, quasi a voler accentuare la distanza fra l’animo dei personaggi, con molti primi piani, e le sontuose scenografie che li circondano e il mondo che rappresentano.

Il cast scelto da Lanthimos è questa volta quasi interamente inglese, per aggiungere quella verve che solo gli attori britannici possiedono. Emma Stone, azzeccata come sempre nel ruolo della Cenerentola di turno, qui è una cinica doppiogiochista che mira a sistemarsi grazie a una scalata al potere (“L’unica persona di cui mi preoccupo sono io”). Olivia Colman non sbaglia un colpo e provoca una sincera tenerezza nei panni della Regina provata dalle tragedie – ha perso 17 figli, cerca di sopperire al dolore prendendo 17 coniglietti da accudire, ed è perennemente affetta dalla gotta. Chi davvero stupisce è Rachel Weisz nei panni inediti di una stronza manipolatrice.

Le protagoniste di questo film sono chiaramente le donne, e non potevano che esserlo in una società come quella reale inglese che premia il sesso femminile su quello maschile. Non potevano che esserlo anche in questi tempi, con gli uomini del film (tra tutti un divertentissimo Nicholas Hoult) meri esecutori a loro insaputa dei piani delle donne, mentre pensano di fare in realtà il proprio interesse. Il trittico al femminile rende tutto più subdolo, più accattivante, come se continuamente strizzassero l’occhio allo spettatore. Lo sguardo inedito di Lanthimos si sposta anche sull’omosessualità di corte, che rimanda ai tempi degli antichi romani, ma in versione femminile. Diventa così tutto più intimo, personale e profondo.

Naiv come Marie Antoinette, irriverente come Downton Abbey, composto come The Crown, La Favorita -The Favourite è lo spaccato originale di un mondo passato a noi conosciuto, ma ricco di nuovi territori da esplorare, a dimostrazione di come il cinema abbia già raccontato tutto quello che poteva raccontare, ma c’è sempre un modo nuovo per farlo.

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