Cabiria magazine

The Revenant: sopravvivenza e misticismo nell’inverno assoluto

Alejandro González Iñárritu, con The Revenant (2015), firma un’opera che trascende la pura sopravvivenza per addentrarsi in una dimensione naturale, in cui l’uomo è ridotto all’essenziale e il paesaggio è un’entità ostile e indifferente.

The Revenant: la trama

Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) è un esploratore, assunto come guida per una battuta di caccia. Mentre perlustrano la zona per individuare un percorso sicuro sia dalla natura sia dalla tribù di nativi Arikara, Glass viene aggredito da un orso grizzly.

L’attacco lo riduce in fin di vita con ferite profonde. I compagni prima lo portano con sé, e poi a causa delle condizioni estreme dell’inverno e tensioni interne, decidono di lasciarlo con qualcuno di loro fino alla fine. Tra questi c’è John Fitzgerald (Tom Hardy), un uomo pragmatico e spietato che vede nel moribondo solo un peso.

Il freddo della sopravvivenza, il caldo dell’inverno

As long as you can still grab a breath, you fight. You breathe… keep breathing

The Revenant non è solo il racconto della sopravvivenza di Hugh Glass, ma la storia di corpi che si frantumano e di spiriti che si ostinano a non spegnersi. Le immagini del figlio perduto, i sogni febbrili, gli spazi sospesi tra neve e silenzio costruiscono una dimensione liminale in cui Glass sembra oscillare tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti.
Questa componente mistica, lungi dall’essere un semplice abbellimento estetico, dà senso alla brutalità fisica che attraversa l’intero film: ogni sofferenza diventa un rito di passaggio.

Tensione e calma oscillano tra scene di violenza e scene di immersione paesaggistica, un incontro ossimorico tra combattimenti caldi e contemplazione glaciale.
Il western che ci presenta The Revenant non è la consueta contrapposizione tra coloni e popolazioni native, ma un confronto brutale e primordiale dell’uomo contro la natura stessa, dove la sopravvivenza diventa l’unica vera frontiera.

Questo tema prende forma attraverso la figura di Hugh Glass, uomo statunitense legato a una donna della tribù Pawnee, sospeso tra due culture che, pur diverse, condividono la stessa lotta essenziale: restare in vita in un mondo crudele e indifferente. La guerra storica tra le due fazioni diventa un pretesto per mostrare allo spettatore non solo la cultura del regista, ma soprattutto una natura organica e vivente, fatta di memorie passate e di azioni presenti che sfuggono a ogni spiegazione razionale. La sete di vendetta invece, è la lama che lo condurrà alla rovina.

Curiosità su Hugh Glass

La storia vera narra che Glass fu attaccato da un orso grizzly nel 1823, lasciato morente dai compagni di spedizione. Nonostante ferite gravissime, riuscì a strisciare fino a un luogo sicuro e a sopravvivere. La sua vendetta però sembrerebbe essersi conclusa con un nulla di fatto, sia per lo status di soldato di Fitzgerald che gli garantiva protezione sia per la giovane età di Bridger.

FAQ

Cos’è The Revenant?

The Revenant è un western atipico, una storia di sopravvivenza e vendetta, dove il vero nemico è la natura.

Chi è Alejandro González Iñárritu?

Alejandro González Iñárritu (Città del Messico, 1963) è un regista, sceneggiatore e produttore messicano tra i più influenti del cinema contemporaneo. Dopo gli esordi nel mondo della radio e della pubblicità, debutta nel lungometraggio con Amores Perros (2000), affermandosi subito per uno stile crudo, frammentato e profondamente umano. Prosegue la sua ricerca sulla condizione umana con 21 Grams (2003) e Babel (2006), componendo la cosiddetta Trilogia della morte. Negli anni successivi conquista la critica internazionale con Biutiful (2010), Birdman (2014) e The Revenant (2015), opera che consolida il suo prestigio globale con la vincita di tre premi Oscar. Il suo cinema è caratterizzato da intensità emotiva, narrazioni interconnesse e un profondo interesse per le fragilità dell’essere umano.

Di cosa parla The Revenant?

La lotta di uno spirito indomito in un corpo che sta perdendo la vita. Un viaggio di speranza e distruzione.

Che stile ha il film?

Il film unisce un realismo spietato a una spiritualità mistica: il freddo delle foreste americane caratterizzate dal pallore della neve, macchiate dalla violenza e crudeltà umana e non. Lubezki (Direttore della Fotografia, vincitore del Premio Oscar) e Iñárritu hanno privilegiato la luce naturale e i piani-sequenza per creare un’immersione totale nella natura ostile, sottolineando il legame tra uomo e ambiente.

Dove si può vedere?

Disponibile su Disney+.

Perché vale la pena vederlo?

Il millenario dissidio che porta a odiare la natura prende qui forme. Se ancora oggi ci piace leggere il Dialogo della natura e di un islandese, The Revenant nella sua sofferenza silenziosa non può che non colpirci.

Il film in due parole

Brutalmente sublime.

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