Le nostre recensioni: film in anteprima e pellicole in sala, grandi classici del cinema e serie tv
Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles: la maternità come routineIl tempo come materia: tre ore di vita domestica
Il tempo come materia: tre ore di vita domestica Con Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles, Chantal Akerman sottrae la madre alla psicologia e la restituisce al tempo. Non c’è introspezione dichiarata, non c’è trauma esplicitato, non c’è musica che orienti l’emozione. C’è...
Antichrist di Lars von Trier: attraversare il trauma
Quando il cinema porta la maternità oltre ogni soglia Con Antichrist, Lars von Trier non rappresenta il trauma: lo mette in scena come dispositivo cinematografico. Il prologo in bianco e nero, rallentato fino all’estasi e accompagnato da Händel, è già un manifesto estetico. L’eros e...
Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman: parlare troppo tardi
Madre e figlia nel tempo del conflitto irrisolto Erano passati tanti, troppi anni da quando due pilastri della storia del cinema come il regista Ingmar Bergman e l’attrice Ingrid Bergman avevano rivelato al mondo intero i loro talenti, costruendo carriere destinate di passare di diritto...
Lezioni di piano di Jane Campion: il gesto prima del ruolo
Corpo, silenzio e maternità come scelta Nel cinema di Jane Campion, il gesto precede sempre il ruolo. In Lezioni di piano (The Piano – 1993) la parola è sospesa, amputata, rinviata; resta il corpo come luogo primario di enunciazione. Ada (Holly Hunter), muta per scelta,...
Birth – Io sono Sean: un amore reincarnato
L’amore edipico come esperienza che disallinea il tempo nel film di Jonathan Glazer In un orizzonte filosofico che dal cotidie morimur di Seneca all’essere per la morte di Heidegger pone la vita come piano che non si oppone alla morte, ma che vi si accompagna...
Le Meraviglie di Alice Rohrwacher: una presenza che resiste
Maternità, lavoro e territorio come forme di continuità Uno dei nomi nostrani che maggiormente ha avuto risonanza all’estero (e, volendo essere cattivi, forse molto più che in patria) negli ultimi anni è indubbiamente quello di Alice Rohrwacher. Avendo già ottenuto parecchi consensi da parte di...
Mother, Couch: l’assurdo dramma materno di Larsson
Niclas Larsson firma il suo primo lungometraggio con Mother, Couch, un racconto surreale presentato al RFF 2023, nella sezione Freestyle. La storia di Mother, Couch, basata sul romanzo Mamma i soffa di Jerker Virdborg, parte da una premessa semplice quanto assurda: una madre anziana e...
Tokyo Godfathers: una fiaba laica dedicata agli invisibili
Satoshi Kon con Tokyo Godfathers ha firmato, nel lontano 2003, il suo terzo lungometraggio dal calore di miracoli profani. Una buia notte, tre solitudini: la trama di Tokyo Godfathers Il film segue tre senzatetto (Gin, Hana e Miyuki) del quartiere speciale di Minato a Tokyo,...
Mommy di Xavier Dolan: un legame eccedente
Amore materno e impossibilità di adattamento Ce ne ha regalate, nel corso degli anni, di soddisfazioni, il giovane regista e attore canadese Xavier Dolan. Già, perché, di fatto, a soli vent’anni, il cineasta di Montréal ha già esordito con il suo primo lungometraggio da regista...
Threads: i fili invisibili del legame
Il cortometraggio che intreccia memoria, maternità e identità attraverso una potente metafora visiva C’è qualcosa di paradossale nell’animazione: più la sua estetica si fa semplice, più riesce ad avvicinarsi a verità difficili da nominare. Proprio perché rinuncia alla complessità visiva del mondo reale, l’animazione guadagna...
