Tutti gli editoriali di Cabiria magazine, su cinema e serie tv
Verso l’orizzonte
Perché il cinema continua a inseguire ciò che si trova oltre il confine dello sguardo L’orizzonte come promessa Ogni inquadratura è, prima di tutto, una promessa. Non soltanto perché mostra qualcosa, ma soprattutto perché suggerisce l’esistenza di ciò che resta fuori campo. Il cinema vive...
Cento Marilyn Monroe: perché continuiamo a parlarne?
Come Marilyn Monroe è diventata molto più di una semplice diva hollywoodiana C’è qualcosa di profondamente irrisolto nel volto di Marilyn Monroe. Nonostante il tempo, la proliferazione di immagini, la saturazione iconografica e l’industria della nostalgia, Marilyn continua a sfuggire. Ogni generazione prova a possederla:...
Il male nel cinema francese: dal polar classico al thriller contemporaneo
Come il crimine diventa specchio della società e della borghesia nel cinema francese Il cinema francese ha sempre guardato il crimine non come semplice detonatore narrativo, ma come forma morale attraverso cui interrogare la società. A differenza del gangster movie americano — spesso costruito sull’ascesa,...
Le mura che raccontano: perché la casa è il vero grande set del cinema
Dall’intimità borghese all’incubo domestico, lo spazio abitato come macchina narrativa, emotiva e ideologica Nel cinema, la casa non è mai solo un luogo: è una grammatica. Un sistema di segni che organizza lo spazio, determina i movimenti dei corpi e condiziona lo sguardo dello spettatore....
Maternità senza cornici
Il cinema asiatico e l’altro volto della madre Nel discorso occidentale la madre è spesso icona: corpo sacrificale, principio d’ordine, promessa di salvezza. Il cinema asiatico, invece, ne scardina la cornice. La madre non è mito rassicurante ma figura mobile, attraversata da storia, politica, desiderio...
Madri senza mito
Perché raccontare la maternità senza consolazione Nel cinema classico la madre è stata a lungo una figura mitologica: santa o martire, sacrificata o onnipotente, comunque sempre inscritta dentro una narrazione che ne legittimasse il dolore attraverso la nobiltà del sacrificio. Una figura verticale, quasi teologica....
Aurora di Friedrich Wilhelm Murnau: l’amore come principio formale del cinema
Per una teoria sentimentale dell’immagine classica Scrivere oggi di Aurora significa interrogare il cinema nel suo momento di massima innocenza e, insieme, di massima consapevolezza. Aurora non è soltanto un capolavoro del muto: è il punto in cui il cinema prende coscienza di sé come...
Ripartire è solo un altro modo di restare fermi: il mito del nuovo inizio nel cinema contemporaneo
Perché ricominciare non porta alla cambiamento, ma a una nuova forma di immobilità Nel cinema contemporaneo, “ripartire” è diventato un gesto carico di aspettative simboliche: cambiare luogo, relazione, identità sembra offrire una via di fuga dall’impasse emotiva. Il nuovo inizio viene narrato come un atto...
C’era una volta il cinema
Non vedremo più film come Quarto potere o come I quattrocento colpi o come altri che nel corso del Novecento hanno fatto del cinema l’equivalente della siepe di Leopardi capace di evocare l’oltre e l’infinito (come disse a suo tempo il filosofo docente di estetica Emilio...
Cinema specchio dei tempi nel tempo
Da sempre il cinema è stato lo specchio dei tempi storici, ma anche del tempo inteso come avvicendarsi di stagioni nel corso dell’anno. In questo secondo caso è esemplare la funzione svolta in Italia dai film pensati e programmati per essere distribuiti nelle sale durante...
