Da sempre il cinema è stato lo specchio dei tempi storici, ma anche del tempo inteso come avvicendarsi di stagioni nel corso dell’anno.
In questo secondo caso è esemplare la funzione svolta in Italia dai film pensati e programmati per essere distribuiti nelle sale durante le festività di Natale.
Si tratta dei cosiddetti cinepanettoni, commedie destinate a un pubblico popolare che al cinema ci va soprattutto durante le feste rituali in compagnia delle famiglie e degli amici per concludere la giornata in allegria in mancanza di alternative migliori e più costose.

Inaugurata nel 1983 con Vacanze di Natale diretto da Carlo Vanzina il film avrebbe avuto numerosi seguiti lungo tutti i vent’anni successivi replicando una formula di successo che rappresenta il nostro paese come è stato durante il lungo periodo che ha visto al governo Silvio Berlusconi, stagione politica in cui la parola d’ordine era non pensare ma sognare, sognare donne bellissime e vacanze indimenticabili in luoghi esclusivi quali Cortina d’Ampezzo e meglio ancora luoghi esotici come la valle del Nilo in Egitto o Miami o India o Rio de Janeiro il tutto al seguito di una schiera invadente e chiassosa di neo-ricchi quali palazzinari, evasori fiscali, cacciatori di dote e dediti agli espedienti più fantasiosi pur di salire nella graduatoria socieale ed economica come aveva fatto quel Berlusconi che come diceva la canzoncina in
voga allora “meno male che Silvio c’è”.
Il risultato di questa poetica del disimpegno sono commediole spesso di un umorismo grossolano infarcite di gag dalla risata facile in forma di slapstik degradato a livello pecoreccio e soltanto in qualche raro caso degno dei nodelli alti del cinema comico americano molto amato da Neri Parenti che si è alternato nella serie a Vanzina nel dar vita alla pletora inarrestabile di esagerazioni, equivoci e scambi di persona sono gli attori Christian De Sica e Massimo Boldi, il primo con le sue indubbie doti di commediante estroverso e polimorfo, il secondo in virtù di quel corpo il comico lombardo impersona il topos del corpo carnevalesco (secondo quanto afferma lo studioso inglese Alan O’Leary sulla base della teoria di Mikhail Baktin citata in un suo recente libro intitolato Fenomenologia del cinepanettone).

Dati alla mano possiamo dire che a salvare il cinema italiano nell’ultimo ventennio sono stati film come questi, film di pura evasione che stanno al periodo berlusconiano come il cinema dei “telefoni bianchi” stava a quello dell’epoca fascista dove l’esotico era rappresentato in paesi stranieri come la Polonia e l’Ungheria.
Il progressivo declino del genere coincide con il tramonto di una stagione politica che aveva promesso benessere a tutti su fondamenti del tutto illusori risultati negativi per la crescita sociale del paese.
Intanto oggi il cinepanettone non esiste più come era e cerca nuove strade per il divertimento natalizio con il ritorno alla commedia tradizionale come dimostra il giallo-rosa Delitto sulle nevi annunciato per il prossimo Natale girato da Eros Puglielli, ambientato in Val d’Aosta e interpretato sempre da Chrisian De Seca insieme a Lillo Petrolo e altri nuovi comici di varia provenienza.
Insomma cambio stagione e cambio vestito nei generi destinati al grande schermo del cinema.
Cinema specchio dei tempi nel tempo
