La nostalgia per gli anni ’80 continua a dare i suoi frutti in tv e questa “mania” non sembra volersi arrestare. Fortunatamente! Solo qualche giorno fa è stato lanciato da Netflix il teaser della seconda stagione della serie di fantascienza Stranger Things che tornerà sulla piattaforma con le nuove puntate a partire dal 27 ottobre. Ambientato nel 1983 strizza l’occhio a Stand by me di Stephen King, a I Goonies e a E.T. di Steven Spielberg solo per fare qualche esempio. Per non parlare di una delle protagoniste della serie: Winona Ryder che proprio negli anni ’80 raggiunse l’apice del successo.
GLOW (Acronimo di Gorgeous Ladies of Wrestling) si presenta in questo senso come una meta-serie a tutti gli effetti raccontando la genesi, gli sviluppi e la produzione di un programma tv. Dire che è solo questo sarebbe riduttivo perché quello che viene fuori è un ritratto brillante e sarcastico del clima sociale, politico e culturale di quegli anni oltre a lustrini, spalline, cotonature e colori sgargianti.
Siamo precisamente nel 1985, l’attrice sfigata e squattrinata Ruth Wilder (Alison Brie) non riesce ad accaparrarsi neanche una piccola parte in una soap opera. Avvilita, ma senza darsi per vinta, la ragazza decide di partecipare a uno strano casting su un nuovo programma tv: GLOW appunto. Sulla scia del successo del wrestling maschile il regista fallito Sam Sylvia (Marc Maron) e il giovane produttore Sebastian “Bash” Howard (Chris Lowell) sperano di sfondare facendo lottare delle donne. Ruth così si trova a confrontarsi con ragazze dalle personalità molto diverse, lottando in tutti i modi per emergere. Sono donne caparbie ma schiacciate dall’egemonia maschile che, nonostante la rivoluzione sessuale avvenuta un decennio prima, le relegava a ruoli secondari e irrilevanti, proprio come accade a Ruth nella prima scena del Pilot.

Ognuna delle aspiranti wrestler dovrà creare un proprio personaggio fortemente caricaturale scontrandosi con le avversarie a colpi di battute politicamente scorrette e lotte coreografate: e così Rhonda “Britannica” si batterà con la “terrorista Beirut”; due personificazioni del Ku Klux Klan verranno sconfitte da due arrabbiatissime afroamericane …
E infine c’è lo scontro “totale”: quello tra Ruth e la sua ormai ex migliore amica Debbie Eagan (Betty Gilpin) che vestono i panni (strizzatissimi) rispettivamente del “terrore sovietico” “Zoya la Destroya” (dall’irresistibile accento russo) e della raffigurazione in “curve e ossa” del sogno americano “Liberty Belle”. E che cos’è questo se non una versione al femminile del match “storico” tra Rocky Balboa e Ivan Drago in Rocky IV uscito nelle sale guarda caso proprio nel 1985? In piena guerra fredda questo film cult ha rappresentato idealmente la lotta tra Usa e Unione Sovietica e la supremazia della prima sulla seconda con la vittoria gloriosa di Rocky su Drago. L’emblema della cultura americana di trent’anni fa, ma che non è poi così lontana da quella di oggi.
In GLOW si respira a pieno questo clima che viene rappresentato però in maniera parodistica: anche Zoya simboleggia il nemico russo che sarà annientato per mano di “Miss America”:
“Arrenditi Zoya! Gli americani non rinunceranno mai alla propria libertà!”
“Puttana capitalista!”
“La guerra fredda non è stata mai così sexy!”
commenta Sam durante un match, con il pubblico in visibilio per Liberty Bell.