Con il primo film, Capitan America – Il primo vendicatore, il gioco era facile: gli Avengers erano ancora lontani, lo scenario era quello della seconda guerra mondiale e a quei tempi un super soldato come Cap non poteva che fare la sua porca figura. Steve Rogers parte gracilino gracilino (interpretato da Chris Evans, ormai l’unico Capitan America possibile, pari a Robert Downey Jr./Iron man o Chris Hemsworth/Thor), un signor nessuno con la brama di servire il suo paese, ma con il fisico cagionevole e inadatto a farlo. Accanto a lui il suo amico di sempre Bucky, uno di quegli compagni che incoraggiano anche senza un buon motivo, ma importanti per farti tirare avanti. L’occasione di immolarsi per un esperimento, quello del super soldato, non tarda ad arrivare e il misero Rogers si ritrova ad essere un granitico e muscoloso leader, pronto ad ispirare tanto i soldati in battaglia quanto le generazioni future nella vita. Battaglie. Battaglie dove tutti dicono “quanto cazzo è figo Captain America”, una ragazza che presto vedremo nel serial “Agent Carter (Peggy Carter), l’ottimo villain Teschio Rosso (Hugo Weaving), dedito un po’ troppo alla fuga (uno scontro soddisfacente con Cap nel film non c’è, come spesso capita tra Lex Luthor e Superman…), sono gli ingredienti di una pellicola che corre via liscia quasi senza intoppi fino all’inevitabile sacrificio del nostro eroe nazionale, alla sua ibernazione che dura decenni, al ritrovamento ai giorni nostri e al contatto con il mitico (perchè se ad interpretarlo c’è Samuel Jackson, altro non potrebbe essere) Nick Fury, onnipresente capo della divisione S.H.I.E.L.D., che gli dà il buongiorno e bentornato tra noi e lo vuole come capo degli Avengers. Titoli di coda…
E’ passato del tempo e gli Avengers sono diventati realtà. La fase due della Marvel contava già due film, Iron-Man 3 e Thor-The Dark World, ora è arrivato anche il momento del buon Cap, con Captain America: The winter soldier.
Cap stelle e strisce cap. II? Ok, vado al cinema. Oddio, in genere aspetto che i film tratti dai fumetti escano in Blu-Ray per comprarli direttamente, ma se non fossi andato al cinema, probabilmente il mio Boss mi avrebbe rotto il culo: metto già a dura prova la sua pazienza con i miei mastodontici ritardi. Quindi cinema! Elena era con me, pronta ad addormentarsi. Cap è un po’ lo sfigato dell’universo Marvel (un supereroe con la bandiera americana stampata sulle chiappe non parte bene come presentazione, no?) e per Elena già sentirlo nominare ha un effetto soporifero.
Le mie aspettative erano poche, molti i dubbi: come hanno attualizzato il Capitano e tutto il discorso un po’ nazionalista che da sempre si trascina dietro? Come si muove nell’America d’oggi? Il film funzionerà senza un intervento degli Avengers? È assurdo che questo gruppo di eroi in calzamaglia compaia per pochi istanti, è davvero incredibile e snervante che ogni membro del gruppo si stia facendo i cazzi propri nei propri film e non si facciano mai nemmeno una telefonata o una visita di cortesia… Comunque il film comincia alla grande. Captain America in tutto il suo splendore. Una missioncina militare per sgranchirsi le gambe, il celebre eroe affiancato dalla russa Scarlett Johansson (non è un errore! Il suo espressivo cul… ehm… viso, si presta all’atletica russa Natasha Romanoff, aka Vedova Nera, anche se la Scarlet è Newyorkese doc) e tanti cazzotti. Veramente tanti e tutti coreografati al meglio. Mi è piaciuto pensare che i registi della pellicola, i Fratelli Anthony e Joe Russo, si siano ispirati a Bourne Identity-Supremacy-Ultimatum, per rendere al meglio la fisicità dei combattimenti. I fan della saga di Bourne, ma non solo, sanno quanto quei film abbiano evoluto il concetto delle mazzate, facendo scuola. Torniamo all’eroe con lo scudo, naturalmente la missioncina iniziale apre spiragli verso una trama più grande e corrotta, quasi da thriller spionistico che, devo dire, scritta bene. I dialoghi scorrono felici e capaci, gli attori sono felici e capaci, il film è felice e capace. Tuttavia la vera felicità e le vere capacità devono ancora venire. Dopo i pipponi sui dubbi di Steve Rogers su cosa significhi essere Captain America oggi, la sua visita alla fidanzata vecchia e quasi morente e a un circolo di reduci in crisi, i dubbi di Steve Rogers su… ops, questa già l’ho detta. Comunque Nick Fury si ritrova solo in macchina: un fottuto SUV che chiamarlo fottuto è riduttivo perchè nemmeno Supercar reggerebbe il confronto: si scatena l’inferno, o per meglio dire l’Inverno. Mi sono fatto una risata perchè il caro Winter Soldier con la maschera sembra la versione bionica di Adam Kadmon, anche su internet ho trovato riscontri tra i complottisti più sfegatati. S’è fatta una risata anche Elena, quando l’ho detto.
