Il cinema è stato fin dalla sua nascita un grande raccontatore di storie (a volte più grande o comunque alla pari della letteratura) e grazie al suo talento nel narrare con le immagini vicende dal respiro universale ha conquistato il grande pubblico di tutto il mondo.
In questa pratica fabulatoria oggi esso si trova a dover contrastare l’avvento delle serie tv le quali sembrano a prima vista simili al cinema con la sola differenza che queste sono pensate e trasmesse per un formato più piccolo di quello del grande schermo delle sale cinematografiche. Sembrano simili ma non lo sono e questo dal momento che ogni film (quale che sia il suo reale valore artistico) è sempre un’ “opera”, cioè un testo concluso e irripetibile che è tanto più “aperto” sul piano del senso quanto più risulta “chiuso” sul piano della struttura.
Proprio il contrario di un capitolo di una serie televisiva dove la struttura è aperta ma il senso è chiuso. Questo vuol dire che in ogni film possono affiorare sempre lampi di poesia (magari involontaria) prodotti dalla natura “magica” del linguaggio del cinema, cosa che non può accadere nelle serie che sono tutte programmate a priori nel loro svolgimento. Insomma, per usare la distinzione di Chatman, il cinema è sintesi di “storia” e “discorso” dove le ragioni della “fabula” si intrecciano con quelle delle piano tecnico-formale attinenti allo stile poetico in modo da arricchire la rappresentazione di un “oltre di senso” che eccede il semplice piano letterale.
Quando andiamo al cinema non sappiamo mai cosa vedremo, mentre davanti a una serie tv sappiamo benissimo cosa vedremo, mossi come siamo da una compulsione a rivedere sempre la stessa cosa. Un solo film ci può cambiare la vita mentre cento puntate di Il trono di spade o di House of cards ci inchiodano al nostro status quo conoscitivo ed emotivo poiché replicano all’infinito quanto già visto in precedenza al cinema (gli sceneggiatori delle serie sono tutti giovani formatisi con il cinema Usa degli anni ’80,da loro citato e frullato per farne spettacolari beveroni).
