I climatologi sono stati chiari, anche se oggi eliminassimo ogni emissione di CO2, non riusciremmo a diminuire l’attuale temperatura terrestre. Come rimediare a un danno irreparabile? Forse, con un’idea rivoluzionaria che rimpicciolisca il problema fino a farlo scomparire.
Alexander Payne apre la 74° Mostra del Cinema di Venezia, con Downsizing, film che segna un inaspettato, e forse non necessario, cambio di registro nella sua scrittura filmica.

La scoperta di un siero che permette il rimpicciolimento di ogni essere umano fino alla strepitosa altezza di 12 centimetri dovrebbe segnare la fine del surriscaldamento climatico e la salvezza del pianeta, ma si trasforma invece, in un business che promette vite da sogno in ambienti idilliaci e conti in banca a sei zeri. Molto verrà nascosto ai piccoli abitanti della Terra e, a conti fatti, anche allo spettatore.
Tanti i temi inseriti in Downsizing, nessuno veramente approfondito. La crisi climatica globale, il diritto al voto, la libertà di espressione, la discriminazione razziale, il divario sociale, il fanatismo vengono abbozzati, sfiorati e poi lasciati in sospeso.
Il regista lancia il sasso e nasconde la mano, sferra frecciatine al governo Trump, ma non articola mai il suo pensiero fino in fondo.
Downsizing lascia un senso di incompiutezza assoluto e un’unica certezza: non importa quale sia la tua misura, le tue azioni scateneranno sempre delle reazioni in grado di mettere in discussione ogni tua decisione.