Per abbassare le temperature della calda estate italiana arriva nelle sale il 22 agosto L’Era Glaciale – In Rotta di collisione quinto capitolo della saga animata iniziata nel 2001 incentrata su un gruppo di improbabili amici preistorici alle prese con la glaciazione del pianeta.

La storia, come da tradizione, prende il via grazie allo scoiattolo preistorico Scrat che, rincorrendo la sua ghianda, metterà accidentalmente in moto una navicella spaziale congelata (che compariva brevemente già nel primo film) generando una tempesta di meteoriti che trascinerà i protagonisti in una corsa contro il tempo per salvare il pianeta, ambientata in parte nello spazio e in parte a Geotopia, un luogo misterioso circondato da giganteschi cristalli.
Già raccontando la trama è evidente che la minaccia dei meteoriti è solo un espediente narrativo messo in campo per far muovere i personaggi e per raccontare l’evoluzione delle loro vicende personali, tutte incentrate su problemi legati alla coppia, alla famiglia, ai figli: Sid, unico dei tre amici rimasto single, è impelagato nella ricerca disperata di un’anima gemella mentre Diego si interroga sulla possibilità di diventare genitore. Ad occupare lo spazio maggiore è il mammut Manny, deciso a scontrarsi con la figlia Pesca che è in procinto di sposare il fidanzato Julian.
Il risultato è una versione edulcorata e fuori tempo massimo de Il padre della sposa, in cui è talmente insistito, ripetuto, sottolineato il concetto che l’obiettivo ultimo dell’esistenza è il matrimonio, “giorno più importante della vita”, che al confronto le commedie anni ’50 con Doris Day sembrano scritte dal Marchese de Sade.
L’impressione, già avvertita di fronte al precedente capitolo, è che giunti al quinto episodio gli sceneggiatori siano ormai a corto di idee e che il meccanismo cominci a girare a vuoto.
L’unico che mantiene parte della sua carica distruttiva è lo scoiattolo Scrat, sottoposto a ingiustizie sempre più complesse e crudeli, abbandonato da solo nello spazio stellare a cercare di iniettare comicità in una saga che sembra aver perso tutta la sua carica innovativa a favore di una più tranquillizzante, e un po’ noiosa, ripetitività.