Un debutto inquieto e claustrofobico
Nel panorama dell’horror europeo contemporaneo, The Bunker Game rappresenta un tentativo audace di conciliare suggestioni postmoderne e tensione psicologica.
Diretto da Roberto Zazzara nel 2022 e ambientato nei meandri di un autentico rifugio sotterraneo, il film si distingue per l’uso dello spazio come dispositivo narrativo e per una messa in scena che predilige l’atmosfera alla spettacolarità.
La trama ruota attorno a un gruppo di partecipanti a un gioco di ruolo dal vivo ambientato in un futuro distopico. Quando misteriosi incidenti interrompono l’evento, la finzione si sgretola e la paura si fa tangibile.
Zazzara sceglie la sottrazione come cifra stilistica: invece di spingere sull’acceleratore del gore o dell’action, preferisce insinuare un senso di minaccia costante, lasciando che l’architettura stessa del bunker diventi protagonista.
Architettura del terrore: il potere dello spazio scenico

Il punto di forza più evidente del film risiede nella sua ambientazione.
Girato in un vero bunker militare, The Bunker Game trasforma la location in un organismo vivo, oppressivo, capace di amplificare il disagio percettivo dello spettatore.
La fotografia desaturata, attraversata da bagliori artificiali, suggerisce una tensione sotterranea che rimanda al cinema di Andrei Tarkovsky e, più esplicitamente, all’estetica industriale di David Cronenberg.
Il bunker non è solo uno sfondo: è un labirinto che imprigiona, distorce, cancella i confini tra gioco e realtà. In questo senso, Zazzara dimostra una sensibilità registica non comune, capace di orchestrare un horror atmosferico più vicino a Session 9 (Brad Anderson, 2001) che ai canoni commerciali hollywoodiani.
Una regia che cerca la maturità
Se da un lato l’impianto visivo e concettuale del film è notevole, dall’altro The Bunker Game non è esente da limiti. La costruzione narrativa fatica talvolta a sostenere la tensione accumulata: la progressione drammatica, pur sorretta da buone intuizioni registiche, non sempre riesce a bilanciare il ritmo con la complessità dei personaggi.
Alcune linee tematiche — identità, memoria, paura collettiva — restano abbozzate, come se il film non avesse ancora trovato pienamente la sua voce.
Tuttavia, questo non indebolisce la visione d’insieme: Zazzara è un autore da tenere d’occhio, dotato di un linguaggio visivo preciso e di una curiosità per il potere psicologico delle ambientazioni.
Estetica e significato: un horror “pensato”
L’operazione di The Bunker Game è, in fondo, un atto di fede nel potere dell’atmosfera. Invece di puntare sull’effetto shock immediato, il film costruisce una lenta e inquietante discesa verso l’ignoto. È un horror cerebrale, che si nutre di sospensione e di immaginario storico — la memoria di guerre e rifugi — per articolare un discorso sottile sul confine tra finzione e realtà.
Questa scelta può alienare una parte del pubblico abituata a ritmi più serrati, ma è proprio in questa ostinazione stilistica che risiede la sua forza: un esordio che preferisce sussurrare anziché urlare.
In fondo al bunker non ci sono solo pareti fredde e ruggine, ma un riflesso di ciò che temiamo di trovare in noi stessi.
The Bunker Game non è un film perfetto, ma è un film che osa. E in un panorama cinematografico spesso prevedibile, l’audacia è già una forma di vittoria.
FAQ su The Bunker Game
Chi è il regista di The Bunker Game?
Roberto Zazzara è un regista e documentarista italiano. Prima di questo film ha diretto diversi cortometraggi e lavori documentari.
The Bunker Game rappresenta il suo esordio nel lungometraggio di finzione.
Dove è stato girato il film?
La pellicola è stata girata in un vero bunker militare nei dintorni di Roma, sfruttando ambienti reali per amplificare la sensazione di autenticità e claustrofobia.
Che tipo di horror è The Bunker Game?
È un horror atmosferico e psicologico, più interessato all’ambiente e alla tensione percettiva che agli effetti speciali. Si colloca a metà strada tra il thriller e il mystery sovrannaturale.
Il film è adatto a tutti gli spettatori?
Pur non essendo eccessivamente cruento, The Bunker Game contiene tematiche inquietanti e un tono costantemente ansiogeno: è consigliato a un pubblico adulto.
Qual è il contributo di Zazzara al cinema horror italiano?
Con The Bunker Game, Zazzara tenta di ridefinire i confini del genere in Italia, scegliendo una via autoriale e meno spettacolare. Non un blockbuster, ma un film che apre possibilità per un horror più concettuale e meno convenzionale.