Quando si parla di mondi fuori dall’ordinario, siamo abituati a “guardare in basso”: è lì che solitamente si nasconde ciò che la società conformista espelle, nei seminterrati bui dei palazzi fatiscenti, nei meandri illuminati da luci al neon, tra topi e reietti.
Nel film di Fulvio Risuleo (leggi qui l’intervista), presentato al Festival del Cinema di Roma nella sezione “Alice nella città”, la prospettiva è totalmente ribaltata: è “in alto” che il conformismo smarrisce la proprie tracce e prende vita l’assurdo. E’ “in alto” che bisogna guardare per dismettere i panni della routine quotidiana e assumerne altri, diversi, surreali.

Nei cunicoli del mondo dei tetti può nascondersi un gigante che mangia le anime ma anche una paracadutista francese caduta da una mongolfiera (Aurelia Poirier) che fugge dal suo amore-aguzzino (Ivan Franek).
Il film segue il ritmo delle azioni più che delle parole. Ogni strampalato incontro che fa Teco è una storia a sé: quello con i due paracadutisti, quello con il vecchio eremita di nome Baobab che non sa più distinguere la realtà dai sogni (Lou Castel), quello con i gemelli nudisti che giocano a badminton sulle terrazze dello skyline capitolino.
“Guarda in alto” è una favola distopica in cui si alternano illusioni e disincanto, albori di amori svaniti con la stessa ingordigia di una birra bevuta alla goccia, bambini incappucciati e suore blasfeme che scommettono sulle corse delle lumache in un club-catacomba. Anche qui è chiara la volontà carnevalesca del ribaltamento della norma: le lumache, animali lenti per antonomasia, diventano i cavalli di questo mondo alla rovescia, bizzarro come i sogni senza senso.
Per questo il lungometraggio d’esordio di Fulvio Risuleo – già autore di tre cortometraggi (Varicella, 2015, Lievito madre, 2014, e Putrida menzogna, 2011) – è anche un’apologia della diversità. Il finale, volutamente ambiguo, ci lascia con un dubbio: che forse sia meglio non riuscire a distinguere i sogni dalla realtà, come fa il vecchio Baobab, l’apicoltore eremita che si rifiuta di mischiarsi col mondo.
Marta Gentilucci
«Esistono dei passaggi del film non preventivati improvvisati durante le riprese?» –> Intervista a Fulvio Risuleo (di Giuseppe Casamassima) –> https://www.cabiriamagazine.it/guarda-in-alto-intervista-fulvio-risuleo/