Vi presentiamo una perla del cinema italiano, tornata nelle sale in questo Luglio e attualmente disponibile su Chili: si tratta di Guarda in Alto di Fulvio Risuleo, prodotto da Revok e presentato al Rotterdam Film Festival e precedentemente al Festival del Cinema di Roma del 2017 nella sezione “Alice nella città”

Può una semplice pausa-sigaretta all’ultimo piano del proprio posto di lavoro trasformarsi in un mirabolante viaggio sulla Città Eterna attraversandone, uno dopo l’altro, i suoi tetti più belli e suggestivi? Per Teco, un aiuto panettiere qualunque, assolutamente sì. Si tratta di un giovane semplice ma pieno di curiosità che, mosso dal suo desiderio d’avventura, si trasformerà da semplice garzone in un vero e proprio esploratore temerario di tetti.

Come si potrà ben immaginare, in quanto tipico degli ambienti più inaccessibili, i tetti di Roma saranno dominati da personaggi bizzarri e surreali (ma mai irreali) volti a quello che pare un obiettivo di vita comune, la ricerca della libertà. La stessa passa per la liberazione dagli abiti, dalla socialità o dalle gerarchie proprie del mondo dei “grandi”, dove chi resta con i piedi per terra risulta più folle di chi decide di vivere provando a volare via. Non perdetevi questa occasione per sognare ad occhi aperti davanti ad una Roma ripresa come non l’avete mai vista.

Guarda in alto: l’intervista al regista Fulvio Risuleo

guarda in alto fulvio risuleo

«Intanto grazie Fulvio per la disponibilità. Per cominciare volevamo chiederti in che modo sei arrivato al cinema e, in particolare, alla regia

Da bambino facevo fumetti. A sei anni ho scoperto la telecamera Vhs dei miei e ho girato un corto con mia sorella più grande. La regia credo sia iniziata lì. Poi dopo il liceo avevo deciso che avrei fatto uno scuola di cinema, all’inizio non la volevo fare perché avevo paura di diventare “accademico”; infatti a diciannove anni mi sentivo già pronto per fare un film… chi sa come sarebbe venuto, lo avevo anche già scritto. Invece ho frequentato il Centro Sperimentale e dopo un paio di corti che hanno avuto una vita fortunata nel festival francese più snob e bello ho fatto il mio primo lungometraggio Guarda in alto e ho fatto il mio ingresso, come si direbbe nel ciclismo, tra i professionisti.

«Entrando nel merito del tuo esordio registico, senti di rappresentare un’eccezione rispetto alla tendenza del nuovo cinema?»

In effetti ho esordito molto giovane, su questo sono un’eccezione, ma ha una valenza artistica che lascia il tempo che trova. Un po’ di tempo lo lascia, ma comunque non tanto. Sono felice di come è venuto Guarda in alto, rispecchia il me che lo concepì, dopo la scuola di cinema.

«Raccontaci le influenze cinematografiche che contaminano il tuo cinema.»

Non so dire. Cambiano ogni mese. In questo periodo, per esempio, sto vedendo tanti video su youtube di bassa qualità, interviste ad artisti che stimo e le “Teche Rai” dove i grandi giornalisti facevano programmi di alto livello culturale in tv. Mi stanno ispirando molto queste immagini del passato che cerco di analizzare senza nessuna nostalgia.

«Qual è stato l’insegnamento più importante del percorso di studi applicato nei tuoi progetti da regista?»

Che il suono nel cinema è molto importante. Va studiato.

«Cosa ti ha ispirato rispetto all’idea di un’esplorazione di Roma dall’alto dei suoi tetti più belli

Ero con un amico sul suo tetto e guardavo l’orizzonte e mi è sembrato di vedere una città sopraelevata.

«in “Guarda in alto” Teco, un giovane aiutante fornaio, si ritrova catapultato in un omerico viaggio da un tetto all’altro accompagnato da una miriade di personaggi surreali, differenti e caratterizzati in maniera davvero singolare. Esiste un filo conduttore che li accomuna tutti?»

Quando scrivevamo con Andrea Sorini ci dicevamo spesso che tutti i personaggi erano in fuga. Teco per primo, ma a loro modo tutti quanti. In quel periodo ricordo tutti i miei amici che finivano l’università o che non ci stavano riuscendo parlavano di fuggire lontano, altrove, al sicuro.

guarda in alto fulvio risuleo

«A quale degli eccentrici personaggi ti senti più affezionato?»

Al “Muto”.

«Esistono dei passaggi del film non preventivati improvvisati durante le riprese?»

Con i bambini abbiamo improvvisato molto, non gli scrivevo le battute.

«I nomi dei tuoi personaggi non sembrano mai scelti in maniera casuale. Che tipo di studio c’è dietro ai nomi dei tuoi personaggi?»

Non ci sono motivazioni teoriche ma più riflessioni sul suono che fanno e le immagini che evocano. A volte sono nomi di persone che conosco che mi ricordano in qualche modo quei personaggi.

«Che passioni hai al di fuori del cinema?»

L’anno scorso mi ero fissato con le sardine portoghesi, in scatola, dopo che avevo letto un articolo di giornale. Ne ho comprate decine e decine scoprendone un sacco di variazioni. In generale mi piace molto passeggiare per Roma, prendere la metropolitana e giocare a ping pong nel mio studio al Pigneto con i miei amici.

«In conclusione, per salutarci, ti andrebbe di raccontarci qualche aneddoto divertente riguardo alla realizzazione di “Guarda in alto”?»

Ho il problema che non ricordo gli aneddoti sui miei film. Forse sono sempre troppo preso quando giro e quindi non mi accorgo delle cose che succedono.

Un grazie speciale a Fulvio Risuleo, astro nascente del panorama filmico nostrano ma dall’esperienza ormai già molto vasta, per averci concesso quest’intervista. Mentre auguriamo a lui buona fortuna per i suoi progetti futuri, vi invitiamo a recuperare Guarda in alto su Chili, un’avventura bizzarra e affascinante, ammirata dall’alto dei tetti capitolini.

 

Per approfondire leggi la recensione di Guarda in alto

Scheda film

Guarda in Alto

Guarda in Alto fulvio risuleo

Regia:
  • Fulvio Risuleo

Interpreti:
  • Giacomo Ferrara
  • Aurélia Poirier
  • Ivan Franek
  • Lou Castel
  • Alida Baldari Calabria
Distribuzione: Revok
Durata: 90 min

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