Da qualche parte negli Stati Uniti d’America un musicista annaspa in un mare di sregolatezze e droga. Qualche passo più in là, una talentosa cameriera si esibisce in un bar per drag-queen. Il caso li avvicina per una notte intera, ora non possono più fare a meno l’uno dell’altra. A star is born è una palpitante storia d’amore, prima di tutto.

La coppia Cooper Gaga è incredibile. Bradley Cooper plasma il quarto remake di È nata una stella con polso e delicatezza allo stesso tempo, senza mai pretendere di essere autoriale già agli esordi della carriera da regista. Il suo è un prodotto cinematografico di estrazione commerciale dove le trasparenze rivelano la necessità di esprimersi, di avere qualcosa da dire, per distinguersi dal chiasso. E questa esigenza è il senso profondo del film. Cooper lo fa suo con una regia personale e ragionata e sullo schermo regala una prova interpretativa strepitosa, da far sbiancare i migliori attori protagonisti della storia degli Oscar.
Ciò che accade tra Ally/Gaga e Jackson/Cooper attraversa lo schermo e travalica la storia stessa, visiva e narrativa. Le corrispondenze tra la carriera canora di Lady Gaga e il ruolo interpretato sono spiazzanti perché davvero molto simili tra loro –ciò però accadeva anche nel 1954 con Judy Garland, la “stella” dell’omonimo A star is born di George Cukor.
Bradley offuscato da Ally, Gaga trascinata sul grande schermo da Jackson. Lui la strucca di tutto, la sveste, la scuote e la ama fino a toccare il fondo del bicchiere. Lei si ritinge i capelli e vola fino ai Grammy.
Entrambi sono grandiosi e febbricitanti di passione, da qualsiasi punto di vista. Nessuno però è realmente superiore all’altro perché questo A star is born è la summa del film di grande distribuzione e consumo capace di incantare grazie agli alti ritmi dei reparti tecnico-artistici impiegati in un prodotto che prima di tutto è cinematografico.
Un plauso speciale va Bradley Cooper che fa vedere di saperci fare con la macchina da presa e di essere alla ricerca di uno stile proprio. Gli concediamo ancora un altro minuto di applausi per aver preferito l’uso di dolly e gru al posto dei malefici droni tanto in voga.
A #Venezia75 il film è solo un evento speciale fuori concorso, ma a breve inizia la stagione dei premi e questo amore istintivo e selvaggio vuole trionfare. Dopotutto ci sta bene. A star is born in fin dei conti è una storia (dance)pop con un finale punk, ma ai piedi calza stivali da cowboy con cui non si può ballare il tiptap di Ryan Gosling.