Starship troopers, dello scrittore di fantascienza Robert A.Heinlein (1907-1988), fu pubblicato nel 1959 negli stati uniti e nel ‘62 la Mondadori lo stampò nella collana Urania con il titolo Fanteria dello spazio; nel 1997 ne fu tratto un film diretto da Paul Verhoeven.
Starship troopers è un romanzo di formazione narrato in prima persona: il racconto si apre col protagonista, il soldato Juan “Johnnie” Rico, che, equipaggiato con la tuta potenziata della fanteria spaziale mobile, viene lanciato sul pianeta dei “pelleossa”, una razza aliena contro cui la federazione terrestre è in guerra. L’azione è un successo, solo una perdita. Tramite un lungo antefatto Rico racconta gli avvenimenti che lo hanno portato nell’esercito. 
Heinlein centra il romanzo sulla crescita interiore del personaggio che avviene tramite la presa di coscienza delle responsabilità che un uomo adulto deve prendersi sia per le proprie azioni, sia per quelle della propria comunità, anche subendone le conseguenze. Nella società ideata dallo scrittore le punizioni fisiche sono fondamentali per educare i cittadini e, soprattutto, ogni diritto deve essere guadagnato, non può essere concesso senza chiedere nulla in cambio. Nel futuro nel quale le vicende si svolgono il mondo è retto da un governo planetario alla cui elezione possono partecipare solo i cittadini che hanno servito nelle forze armate per due anni. Il servizio militare è volontario, aperto a tutti i cittadini senza limiti di età, sesso, handicap fisici ed è l’unico modo per acquisire il diritto di voto e la possibilità di candidarsi alle elezioni una volta congedatisi. I motivi che hanno portato alla costruzione di questa società e i valori su cui si basa vengono spiegati nei corsi di “storia e filosofia morale.” Presenti in ogni scuola, richiedono la frequenza obbligatoria ma non la promozione e sono tenuti da veterani. L’insegnante di Rico è Jean V. Dubois, apprezzato ex ufficiale di fanteria, che lo sosterrà durante il duro addestramento. Il rude comportamento dei sottufficiali e degli ufficiali è spiegato e compreso dal protagonista, serve a creare un soldato competente e responsabile e a ridurre al minimo i rischi sia durante l‘addestramento sia in combattimento. Il mondo militare all’interno del quale il romanzo si svolge viene usato come esempio di società ben organizzata e funzionale dove il benessere della maggioranza è più importante di quello personale.
Il film di Starship troopers semplifica e, nel contempo, modifica sia l’impostazione che la struttura del romanzo rendendo, in tal modo, i personaggi poco caratterizzati e la trama piatta. La pellicola, però, si avvale per l’epoca di notevoli effetti speciali realizzati da Phil Tippet che per questa categoria ricevette la candidatura all’Oscar 1998 (vinto, poi, da Titanic di James Cameron). Lo stesso anno il film vinse 2 Saturn award (“l’oscar” dei film di fantascienza, fantasy e horror) per gli effetti speciali e per i costumi.
La pellicola si apre con lo sbarco della truppe della fanteria mobile su Klendathu senza armature potenziate ma con semplici divise dotate di un simil giubbotto antiproiettile e senza il lancio con le capsule monoposto ma con navicelle da sbarco. L’esito è rovinoso, Rico resta ferito e mentre è in convalescenza, tramite un lungo flashback si torna indietro agli ultimi giorni di scuola del protagonista. Questa parte del film ricorda i telefilm degli anni ‘90 con protagonisti dei teenager. Rico è fidanzato con la compagna di classe Carmen Rojos che vuole diventare pilota in marina ma è concupito da un’altra ragazza, Dizzy Flores. Il suoi amico Carl Jenkins, invece, vuole entrare nei reparti psichici. Rico decide, per amore verso Carmen, di arruolarsi ed è seguito da Dizzy. Ma mentre loro due finiscono nella stessa compagnia di fanteria, Carmen entra in marina e dopo poco lascia Rico. L’addestramento è un susseguirsi di scene violente in cui si perdono totalmente le motivazioni sottostanti alla durezza dell’addestramento, rese invece molto bene nel romanzo.
Starship troopers è una pellicola d’azione in cui la sceneggiatura è funzionale alla costruzione di scene di combattimento le quali, per altro, non sono di buona fattura e anche le scenografie sono di bassa qualità. Gli attori protagonisti (Casper Van Dien, Johnnie Rico – Denise Richards, Carmen Ibanez – Dina Meyer, Dizzy Flores) non sono tra i più bravi sulla scena internazionale e nel film lo dimostrano. Nel lungometraggio recita anche Micheal Ironside – Jean Rasczak, insegnante e tenente di Rico – attore versatile che ha recitato in moltissimi film e telefilm quasi sempre in ruoli secondari o di antagonista. Nella pellicola vengono mostrati filmati propagandistici del governo terrestre che hanno uno scopo plurimo, da una parte, far conoscere allo spettatore la società in cui i protagonisti si muovono e metterlo al corrente delle evoluzioni del conflitto, da un’altra, la loro impostazione da cinegiornali della seconda guerra mondiale, serve a sottolineare l’organizzazione militarista di quella società ma anche, tramite il taglio molto caricaturale datogli da regista, per criticarla. Per far questo Verhoeven usa l’iperbole, una figura retorica che consiste nell’esagerare un concetto oltre i limiti della verosimiglianza al fine di farlo risultare ridicolo. Il film ha avuto tre sequel usciti rispettivamente nel 2004, 2008 e 2012 (l’ultimo realizzato in computer grafica) tutti inferiori come qualità al primo.