Antichrist di Lars von Trier: attraversare il trauma
Quando il cinema porta la maternità oltre ogni soglia Con Antichrist, Lars von Trier non rappresenta il trauma: lo mette in scena come dispositivo cinematografico. Il prologo in bianco e nero, rallentato fino all’estasi e accompagnato da Händel, è già un manifesto estetico. L’eros e...
Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman: parlare troppo tardi
Madre e figlia nel tempo del conflitto irrisolto Erano passati tanti, troppi anni da quando due pilastri della storia del cinema come il regista Ingmar Bergman e l’attrice Ingrid Bergman avevano rivelato al mondo intero i loro talenti, costruendo carriere destinate di passare di diritto...
Maternità senza cornici
Il cinema asiatico e l’altro volto della madre Nel discorso occidentale la madre è spesso icona: corpo sacrificale, principio d’ordine, promessa di salvezza. Il cinema asiatico, invece, ne scardina la cornice. La madre non è mito rassicurante ma figura mobile, attraversata da storia, politica, desiderio...
Lezioni di piano di Jane Campion: il gesto prima del ruolo
Corpo, silenzio e maternità come scelta Nel cinema di Jane Campion, il gesto precede sempre il ruolo. In Lezioni di piano (The Piano – 1993) la parola è sospesa, amputata, rinviata; resta il corpo come luogo primario di enunciazione. Ada (Holly Hunter), muta per scelta,...
Birth – Io sono Sean: un amore reincarnato
L’amore edipico come esperienza che disallinea il tempo nel film di Jonathan Glazer In un orizzonte filosofico che dal cotidie morimur di Seneca all’essere per la morte di Heidegger pone la vita come piano che non si oppone alla morte, ma che vi si accompagna...
Tokyo Godfathers: una fiaba laica dedicata agli invisibili
Satoshi Kon con Tokyo Godfathers ha firmato, nel lontano 2003, il suo terzo lungometraggio dal calore di miracoli profani. Una buia notte, tre solitudini: la trama di Tokyo Godfathers Il film segue tre senzatetto (Gin, Hana e Miyuki) del quartiere speciale di Minato a Tokyo,...
Un affare di famiglia: famiglia, scelte e legami imperfetti
Tra Loach e Bresson, i legami affettivi e le scelte etiche secondo Kore’eda Hirokazu Kore-eda è un nome da festival: uno di quei registi poco roboanti che in Occidente si incontrano a Cannes o a Venezia e, per i pochi che ancora le leggono, sulle...
Tully di Jason Reitman: la fatica invisibile
Dal racconto romantico alla cronaca del quotidiano: il corpo materno come resistenza Non è la prima volta che la grande Charlize Theron trasforma il proprio corpo in nome della gloriosa settima arte. Questo, infatti, era già successo nel (non troppo) lontano 2003 in Monster, diretto...
Madri senza mito
Perché raccontare la maternità senza consolazione Nel cinema classico la madre è stata a lungo una figura mitologica: santa o martire, sacrificata o onnipotente, comunque sempre inscritta dentro una narrazione che ne legittimasse il dolore attraverso la nobiltà del sacrificio. Una figura verticale, quasi teologica....
Lei (Her): come la tecnologia ha cambiato il racconto dell’amore
Voce, intelligenza artificiale e nuove forme di intimità nel film di Spike Jonze Da un paio di decenni siamo sospesi in un’attesa ambigua: tra il timore e l’esaltazione, prefiguriamo il momento in cui si raggiungerà la singolarità tecnologica, e le macchine saranno infine senzienti. Plasmati...
