Cabiria magazine

Un set naturale tra reale ed ideale

Nel cinema esistono due termini simili, ma dal significato diverso. Essi sono location e set, laddove il primo indica le località regionali dove vengono girati i film e il secondo i luoghi dove le storie sono ambientate, luoghi che possono essere reali oppure ricostruiti in studio.

In Italia una regione che spesso è stata utilizzata tanto come location quanto come set naturale è l’Abruzzo in virtù della sua grande varietà di sfondi tettonici e paesaggistici che ne fanno un montaggio di luoghi analogo al montaggio di inquadrature che sta alla base del linguaggio cinematografico. 

Il risultato di questa doppia valenza figurativa è che i luoghi del territorio abruzzese non solo mostrano quello che sono nella realtà socio-ambientale ma sono anche tali da evocare altri  luoghi lontani reali o immaginari dove le storie sono ambientate. Ecco allora che l’altopiano di Campo Imperatore diventa il Tibet in Milarepa girato da Liliana Cavani nel 1974 ed ecco che lo stesso fa da sfondo al  mitologico Yado realizzato nel 1985 da Richard Fleisher, ed ecco anche il castello di Rocca Calascio rifugio inaccessibile del monaco guaritore  scelto da Richard Donner  per la  favola Ladyhawke così come la piana di Camposecco nei pressi di Camerata Nuova diventa il set naturale dello spaghetti western di Enzo Barboni continuavano a chiamarlo Trinità .

Dalla vetta del Gran Sasso alle valli e alle colline sottostanti fino alla dolce costa adriatica il multiforme paesaggio abruzzese ha fatto da sfondo a tanti generi popolari grazie alla sua capacità evocativa ma anche a black comedy  familiari come il  caustico Parenti serpenti  ambientato da Monicelli in una Sulmona natalizia innevata e avvelenata oppure anche a noir di fattura classica come L’americano dove il killer George Clooney si aggira tra i vicoli di Castel del Monte, per tacere dei tanti horror in costume di serie B ai confini con l’erotico e il porno girati negli ultimi decenni nell’inquietante castello di Balsorano sovrastante la valle del fiume Liri.   

I titoli con set abruzzesi reali o immaginari sono tanti fra cui spicca il recente Un mondo a parte una storia di integrazione culturale girata da Riccardo Milani nei dintorni di Pescasseroli con stile realistico dalla risonanza poetica.
(Per un elenco di tutti i film girati in Abruzzo rimandiamo comunque al documentato e aggiornato libro  Il cinema forte e gentile scritto dal critico e studioso Piercesare Stagni e pubblicato  in due volumi dalla casa editrice Arkhè. L’Aquila 2025).

Insomma chi cerca gli altri fiumi, altri luoghi, altre montagne  di ariostesca memoria deve venire in Abruzzo o anche vederlo soltanto al cinema.

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