Lo sappiamo, un film che non riesce a farci identificare con i personaggi della storia è un film fallito. Questo difetto cercano di evitarlo un po’ tutti i film di largo consumo con il ricorso a quei procedimenti ottici e narrativi che la storia del cinema ha collaudato nel corso degli anni in un continuo processo di adeguamento alla sensibilità del pubblico del momento. Ma c’è di più: ci sono film, molto pochi, che ci fanno diventare protagonisti della storia mediante invenzioni tecnico-formali che provocano un rapporto empatico tra chi guarda in sala e chi agisce sullo schermo. Nel loro libro appena pubblicato Lo schermo empatico (Cortina Editore,2015) gli studiosi Vittorio Gallese e Michele Guerra analizzano il rapporto tra il
