Sul fronte dello psicocinema la notizia, peraltro per nulla sorprendente, è che il regista maledetto Abel Ferrara è al lavoro per realizzare un film ispirato al Libro rosso di Carl Gustav Jung, libro pubblicato soltanto pochi anni fa dopo un periodo in cui era stato tenuto segreto dagli eredi. Il film dovrebbe intitolarsi Siberia e ha come tema una discesa nella psiche oscura dello stesso regista impersonato da William Defoe,una discesa rappresentata come “una ricerca dell’anima trainati da una slitta” che si snoda attraverso molti paesaggi naturali ora sublimi ora terribili individuati in varie parti del pianeta.
Diario di un drammatico viaggio interiore in forma di autobiografia giovanile, il Libro rosso fonde filosofia, religione ed esoterismo in un flusso di straordinarie invenzioni da cinema puro dove il grottesco si alterna al poetico sul filo di una crudeltà introspettiva frutto del rigore analitico di Jung, rigore che trova il suo corrispettivo filmico in quello mostrato da Ferrara nelle sue opere, ultima quel Pasolini dove egli ritrae la condizione umana lacerata del suo simile e fratello scrittore e regista italiano. Insomma, il film che avrebbe potuto girare lo stesso Jung se solo avesse avuto dimestichezza con il cinema, lo sta per realizzare adesso Abel Ferrara in veste di alter-ego del celebre psicoanalista teorico di quella nozione di Ombra ambivalente che si nasconde dentro il Sé di ciascuno di noi.
