Se si parla di ambientazioni spaventose, i caldi e sudati mesi estivi potrebbero non essere la prima cosa che salta alla testa. Nonostante ciò, nel corso degli anni, svariati registi hanno deciso d’ambientare le loro storie horror in scenari roventi, magari proprio sulla sabbia delle spiagge più belle del mondo.
Senza limitarsi al banale tono oscuro dell’orrore, queste storie poggiano le loro fondamenta sulla premessa che, in un ambiente totalmente inusuale ed in controtendenza con il genere, l’orrore assume connotati diversi, più agghiaccianti.
Oltre alle numerose pellicole figlie del trend anni ’80 dei “summer camp horror movies”, diverse sono quelle che inscenano crimini efferati sotto la luce del sole, a ricordarci che i cattivi non agiscono solo quando cala la notte.
Trasportati dalle onde, baciati dalla luce del sole, in questo articolo vi proponiamo i dieci migliori horror estivi da guardare sotto l’ombrellone.
Lo squalo (1975)

Tra i film più belli di sempre, e non c’è da stupirsi del grande numero di sequel che generò grazie al suo successo. Detto ciò, è il primo film del ’75 firmato Steven Spielberg a rimanere la sola perla acclamata della saga, impressa nella memoria degli appassionati.
Nonostante la maggior parte della storia prenda piede in pieno giorno, sulle spiagge del New England, ciò non priva lo spettatore del terrore legato al mistero agghiacciante che si cela tra le acque. Con tecniche di ripresa innovative ed una colonna sonora da ricordare, Lo squalo dopo anni continua ad affascinare.
Venerdì 13 (1980)
Da alcuni considerato il più iconico film horror di tutti i tempi, Venerdì 13 ha soprattutto il meritò d’aver lanciato tra il grande pubblico il sottogenere slasher, il quale avrebbe dominato il mercato degli horror per decenni.
Siamo nel New Jersey, dove un campeggio chiamato Camp Crystal Lake è ormai chiuso da anni per via di oscure vicende accadute nel passato. Un gruppo di studenti universitari, vogliosi di rimettere in sesto la struttura, decidono di riaprirla, ignari però della presenza maligna che aleggia nel lago.
Quella casa nel bosco (2011)
Nonostante l’accoglienza non sia stata delle migliori, Quella casa nel bosco ha sicuramente da dire la sua in questa lista. Mentre molti film horror girano attorno al principio chiave di tenere il pubblico all’oscuro, in questo caso invece sappiamo bene che i cattivi sono coloro i quali, da una sala di controllo, tirano i fili mentre un campeggio estivo si rivela essere un inferno per un gruppo di ragazzi. Tra i più interessanti meta-film horror degli anni recenti, Quella casa nel bosco merita certamente la visione.
So cosa hai fatto (1997)
Con un cast davvero anni ’90 dove figura Jennifer Love Hewitt e Freddy Prinze Jr., lo slasher del 1997 è un pacchetto provvisto di una dose ingente di divertimento.
Un gruppo d’adolescenti scalmanati, dopo aver accidentalmente colpito ed ucciso un uomo durante una traversata in macchina, decide di liberarsi del cadavere per insabbiare il loro crimine.
Un anno dopo, la loro vita sarà nuovamente stravolta da una lettera che recita un messaggio lapidario: qualcuno sa cos’hanno fatto l’anno prima. Mentre il gruppo si metterà alla ricerca di possibili testimoni dell’incidente, le persone coinvolte vengono uccise una ad una.
Non aprite quella porta (1974)
Un altro cult dell’horror, Non aprite quella porta è in egual modo disgustoso e terrificante. Ambientato nel caldo soffocante del Texas, capace di donare alla pellicola un’atmosfera unica, il film non fatica ad essere uno dei più rappresentativi del suo genere. Con un cattivo caratteristico ed alcune delle uccisioni più truculente a cui gli spettatori abbiano mai dovuto assistere, il fascino di questo titolo rimane tutt’oggi integro.
The Burning (1981)
Un altro slasher che si è perso un po’ nel tempo, The Burning in realtà contiene al suo interno molteplici sequenze horror memorabili. Un inserviente in un campo estivo rimane gravemente ustionato in seguito ad uno scherzo. Anni dopo, viene rilasciato da un istituto di recupero per fare ritorno al campo, dove vendicherà quanto accaduto armato di un tagliasiepi.
Anche se The Burning è fortemente prevedibile nel suo svolgimento, riesce comunque ad intrattenere senza problemi, il tutto mentre le cesoie del maniaco spargono brandelli di qua e di là.
Midsommar (2019)
Con un cast d’altissimo livello che include Will Poulter e Florence Pugh, Midsommar è riuscito in scioltezza a diventare uno dei film horror più amati degli ultimi anni. Coinvolti da un loro amico, un gruppo di ragazzi si addentra nelle lande magnifiche della Svezia per visitare una comunità locale, la quale li lascerà senza fiato.
Film che non nasconde nulla allo spettatore, non s’intimidisce e ci propone alcune delle sequenze più inquietanti del cinema recente, le quali rimarranno nella nostra testa, che lo si voglia o no.
Sleepaway Camp (1983)
Figlio del filone cinematografico nato dopo il successo in sala di Venerdì 13, Sleepaway Camp sfuggirà agli occhi del frequentatore occasionale dell’horror. Più di nicchia rispetto ad altre opere, con un ritmo leggermente più lento rispetto al solito, la pellicola diretta da Robert Hiltzik non è solo l’ennesimo slasher.
Angela Baker, una ragazza timida e traumatizzata, viene mandata al campo estivo con sua cugina. Poco dopo il suo arrivo, chiunque abbia intenzioni sinistre nei suoi confronti avrà ciò che merita.
Le colline hanno gli occhi (2006)
Allineandosi concettualmente a lavori come Non aprite quella porta, Le colline hanno gli occhi racconta la storia di un viaggio su strada andato molto, molto male. Quando la macchina di una famiglia modesta va in avaria nel bel mezzo del deserto in Nevada, le minacce non tarderanno a palesarsi.
I protagonisti scoprono ben presto di essere il bersaglio di una famiglia di cannibali violenti e sanguinari. Questo classico diretto da Wes Craven ha generato un franchise, tra cui un sequel, un terzo film non ufficiale e due remake.
Cheerleader Camp (1988)
A mani bassissime uno dei più stupidi esempi di film horror ambientato in un campo estivo, Cheerleader Camp è talmente ridicolo da risultare super divertente. Piuttosto che cercare di spaventarti ad ogni costo, il film sembra quasi prendersi gioco di sé stesso, giocando su una premessa interessante che spesso in questo genere può venir meno.
Non parliamo di certo di un capolavoro, ma all’atto pratico Cheerleader Camp può essere quel classico film che funge da “isolotto felice”, a cui far visita ogni tanto, quando ci si vuol ricordare dei bei vecchi tempi.