Quest’anno anche chi non ama le mondane passerelle festivaliere ha almeno due buone ragioni per recarsi a Venezia in occasione della mostra del cinema edizione 76 in corso di svolgimento.
La prima ragione è la presentazione nel concorso di due film molto attesi come la nuova opera di Polanski J’accuse – L’ufficiale e la spia dedicato allo storico affare Dreyfus riletto in chiave attuale e come il cinecomic Joker nella eccentrica versione girata da Todd Phillips e interpretata da Joaquin Phoenix, oltre a quella di tante altre pellicole firmate da registi importanti tra cui Assayas, Egoyan, Soderbergh, Larrain e gli italiani Martone e Maresco.

Dunque, quest’anno la mostra di Venezia ci offre una buona occasione per mettere a confronto il cinema puro di ieri con quello impuro di oggi per vedere quanto la memoria del primo persista nel secondo non soltanto nelle opere autoriali ma anche in quelle di genere a dispetto del diverso modo di realizzazione e di fruizione dei film.
E da questo confronto potremmo capire che nel vecchio cinema c’era già tutto e che ad esso quello nuovo ritorna sempre attualizzandone il corpo e l’anima.
Forse da questa edizione del festival uscirà il capolavoro oppure no, ma resta il fatto che tener viva la continuità tra il cinema di ieri e quello di oggi (tra il classico del muto L’uomo che ride di Paul Leni e l’odierno Joker di Phillips,per capirci) è un merito non secondario di una mostra che guarda da sempre più all’arte che al mercato.