The Testament of Ann Lee, Venezia 82: Fastvold e Corbet dopo The Brutalist
Tra sesso carnale e quello estatico, pochi, flebili applausi in sala per The Testament of Ann Lee di Mona Fastvold, regista e sceneggiatrice norvegese dietro la candidatura all’Oscar di The Brutalist per la miglior sceneggiatura originale, condivisa con il suo compagno Brady Corbet. A distanza...
Hungry Hearts: quando la cura diventa ossessione
Amore, controllo, paura: il lato oscuro della protezione materna È il 2014 quando Saverio Costanzo e i suoi attori Adam Driver e Alba Rohrwacher conquistano il 71esimo Festival di Venezia con Hungry Hearts, film tratto dal romanzo di Marco Franzoso intitolato Il bambino indaco, dove...
We Need to Talk About Kevin: l’assenza di redenzione
Il film di Lynne Ramsay che spezza l’equazione tra maternità e salvezza Le parole si spezzano dopo la visione di We need to talk about Kevin, film thriller psicologico diretto da Lynne Ramsay nel 2011. La superba interpretazione di uno stato psicologico in logorante declino,...
À pied d’oeuvre: essere all’opera per la ricerca della libertà
Classe 1973, Valérie Donzelli che con il suo film drammatico À pied d’oeuvre partecipa alla sezione in concorso alla 82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Sinossi Il famoso fotografo Paul Marquet decide di lasciare il suo lavoro per dedicarsi al mestiere di scrittore. Tutto...
Un affare di famiglia: famiglia, scelte e legami imperfetti
Tra Loach e Bresson, i legami affettivi e le scelte etiche secondo Kore’eda Hirokazu Kore-eda è un nome da festival: uno di quei registi poco roboanti che in Occidente si incontrano a Cannes o a Venezia e, per i pochi che ancora le leggono, sulle...
Madri senza mito
Perché raccontare la maternità senza consolazione Nel cinema classico la madre è stata a lungo una figura mitologica: santa o martire, sacrificata o onnipotente, comunque sempre inscritta dentro una narrazione che ne legittimasse il dolore attraverso la nobiltà del sacrificio. Una figura verticale, quasi teologica....
Dead Man’s Wire di Gus Van Sant: condizioni estreme
Un regista che non va per le sottili come Gus Van Sant ci ha regalato nel corso degli anni delle vere e proprie perle, che a loro volta sono state (nel bene e nel male) fonte di ispirazione per numerosi altri cineasti in tutto il...
Il cinema asiatico e l’impossibilità del nuovo inizio
La Corea del Sud: immobilità, colpa e falsa scelta Nel cinema sudcoreano contemporaneo, il mito del nuovo inizio non viene semplicemente messo in crisi: viene smontato dall’interno. Qui la ripartenza non è mai un gesto liberatorio, ma una costruzione ideologica che il film si incarica...
Synecdoche, New York di Charlie Kaufmann: la Vita, la Morte, l’Arte
Sineddoche. Secondo l’Enciclopedia Treccani, la sineddoche è un “procedimento linguistico espressivo, e figura della retorica tradizionale, che consiste nel trasferimento di significato da una parola a un’altra in base a una relazione di contiguità intesa come maggiore o minore estensione”. Il titolo Synecdoche, New York,...
Immobilismo e falsa redenzione attraverso il multiverso
Non è solo un meme quello di Doctor Strange che afferma che “il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco”. Realtà parallele, alternative, mondi vicini e lontani che si intersecano hanno dominato gli ultimi decenni dell’algoritmica industria hollywoodiana, simulando vacuamente un nuovo inizio...
