Jean-Pierre Melville: la nascita del polar francese moderno
Il Silenzio del Mare (1949). Bob il Giocatore (1955). Leon Morin, Prete (1961). Ma anche Lo Spione (1962), Frank Costello Faccia d’Angelo (1967) e I senza Nome (1970). Questi, si sa, sono oggi dei veri e propri pilastri della storia del cinema francese (e mondiale),...
Irma Vep: recensione della serie di Olivier Assayas
Un meta-racconto sul cinema francese che riflette su remake, industria e dissoluzione dei confini tra realtà e finzione Si può giudicare una serie dalla sua sigla? Forse no. Eppure quella di Irma Vep – La vita imita l’arte riesce quasi a ipnotizzare lo spettatore. In...
Le cerbiatte: trama e analisi del film di Claude Chabrol
Desiderio, gelosia e manipolazione nella borghesia francese Claude Chabrol, regista assai prolifico il cui occhio attraversa – senza esaurirsi – la Nouvelle Vague, ha condotta nella sua lunga carriera una ricerca capace di snodarsi agilmente tra thriller psicologico, polar, melodramma borghese e noir. Nel 1968,...
I diabolici : trama, spiegazione e analisi del thriller di Clouzot
Uno dei film più inquietanti del cinema francese tra inganno, tensione e colpo di scena finale Liberamente tratto dal romanzo Celle qui n’était plus di Boileau e Narcejac, I diabolici, di Henri-Georges Clouzot, è uno di quei titoli che è impossibile non citare quando si...
Il male nel cinema francese: dal polar classico al thriller contemporaneo
Come il crimine diventa specchio della società e della borghesia nel cinema francese Il cinema francese ha sempre guardato il crimine non come semplice detonatore narrativo, ma come forma morale attraverso cui interrogare la società. A differenza del gangster movie americano — spesso costruito sull’ascesa,...
Festen di Thomas Vinterberg: la villa della verità
Quando un intro film si svolge prevalentemente in un’unica location, si sa, è molto difficile far sì che il tutto funzioni, dato che mai in casi come questi è necessaria una sceneggiatura di ferro, in grado di tenere lo spettatore incollato allo schermo dall’inizio alla...
Dogville: una casa senza muri
Lo spazio domestico ridotto a segno grafico diventa esperimento morale Ci sono due modalità attraverso cui (solitamente) si realizza un “film teatrale”: letteralmente, riprendendo uno spettacolo dal vivo, oppure costruendo una messa in scena cinematografica che conserva elementi tipici del teatro, come l’unità spaziale, i...
Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles: la maternità come routineIl tempo come materia: tre ore di vita domestica
Il tempo come materia: tre ore di vita domestica Con Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles, Chantal Akerman sottrae la madre alla psicologia e la restituisce al tempo. Non c’è introspezione dichiarata, non c’è trauma esplicitato, non c’è musica che orienti l’emozione. C’è...
Antichrist di Lars von Trier: attraversare il trauma
Quando il cinema porta la maternità oltre ogni soglia Con Antichrist, Lars von Trier non rappresenta il trauma: lo mette in scena come dispositivo cinematografico. Il prologo in bianco e nero, rallentato fino all’estasi e accompagnato da Händel, è già un manifesto estetico. L’eros e...
Birth – Io sono Sean: un amore reincarnato
L’amore edipico come esperienza che disallinea il tempo nel film di Jonathan Glazer In un orizzonte filosofico che dal cotidie morimur di Seneca all’essere per la morte di Heidegger pone la vita come piano che non si oppone alla morte, ma che vi si accompagna...
