“Non desiderare la roba d’altri”. Questa è la didascalia che va ad aprire Possible Love, ultima, monumentale opera diretta dal regista sudcoreano Lee Chang-dong e presentata in concorso all’83 Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Con questa breve, essenziale didascalia (omaggio, tra l’altro, insieme all’intero lungometraggio, al grande Krzysztof Kieślowski), veniamo lentamente accompagnati per mano in un dramma fortemente attuale e ricco di mille sfaccettature, che immediatamente ha fatto la differenza all’interno del leggendario concorso lidense. Ma vediamo, nello specifico, di cosa stiamo parlando.

Possible Love: la trama

Possible Love, dunque, ci racconta le vicende di due coppie provenienti da contesti molto diversi tra loro, ma che, per una serie di motivi, si trovano a trascorrere parecchio tempo insieme. A seguito di un licenziamento di massa da parte di un’azienda (con tanto di conseguente sciopero represso con la violenza), un lavoratore si ritrova disoccupato.

Sua moglie cerca di aiutarlo come può, badando al loro bambino e cercando di impedirgli di assumere alcool lontano da casa. La loro storia cattura immediatamente l’attenzione di una documentarista, intenzionata a tutti i costi a seguire da vicino le loro vicende, sovente supportata in questa sua impresa anche da suo marito, un uomo piuttosto benestante.

Incontro tra due mondi

Due coppie, due diversi background, due mondi totalmente differenti. La prima coppia si è conosciuta da giovane, quando osservare insieme la luna faceva davvero sperare in un futuro migliore e quando semplicemente trascorrere del tempo insieme faceva sembrare più bello il mondo in cui viviamo.

La vita, tuttavia, non sempre è stata generosa con i due sposi, e spesso ognuno di loro dimentica di godere appieno di quel poco che si possiede. Per quanto riguarda la seconda coppia, invece, la situazione è totalmente differente. Il lusso, per loro, è all’ordine del giorno (come già si può vedere dall’abbigliamento della regista stessa, che, come le viene fatto notare, appare chiaramente poco in linea con le persone da lei intervistate), non hanno figli a cui badare, e, man mano che si va avanti con la messa in scena, ci rendiamo conto di quanto quella loro empatia e quel loro porsi in modo amichevole siano, in realtà, costruiti a tavolino.

Chi è senza peccato…

Ciò che maggiormente ci colpisce di Possible Love, infatti, è proprio un eccellente lavoro di scrittura da parte del regista. Nessuno dei quattro protagonisti (fatta eccezione, forse, per il povero operaio rimasto senza lavoro) è realmente “senza macchia”. Mentre fragili rapporti di amicizia vengono a costituirsi in modo talmente repentino da sembrare immediatamente innaturale (la domanda “Sono stata brava?” posta dalla regista a suo marito una volta soli, dopo che aveva detto con entusiasmo alla moglie dell’operaio quanto sarebbe stato fantastico diventare amiche, è, in tal senso, particolarmente emblematica), invidie si fanno pian piano strada in queste relazioni appena nate. Mentre una lussuosa villa sembra poter essere sinonimo di felicità di coppia, ecco che atteggiamenti tossici e manipolatori stanno a rivelare ben altro. E mentre, finalmente, ci si lascia andare davanti alla telecamera con tutta la propria disperazione, chi ci osserva sembra preoccuparsi soltanto della qualità dell’inquadratura stessa.

Ciò che siamo diventati

Possible Love, dunque, ci racconta senza edulcorazione alcuna di un mondo in cui un forte dislivello tra le varie classi sociali e la scarsa attenzione prestata al benessere di cittadini e lavoratori hanno fatto sì che un sordo cinismo avesse la meglio su ogni altro sentimento, distruggendo dignità e umanità, così come i sentimenti più puri. Ed ecco che, immediatamente, ci torna alla mente il glorioso Parasite (Bong Joon-ho, 2019), che allo stesso modo raccontava di un mondo in cui si è disposti a fare davvero di tutto per riacquistare, in qualche modo, la propria dignità.

Realismo e poesia

In Possible Love, tuttavia, Lee Chang-dong ha puntato meno sulla spettacolarizzazione, ma, perfettamente in linea con ciò che sta realizzando uno dei suoi personaggi, ha sovente optato per un approccio a tratti quasi documentaristico, senza disdegnare, naturalmente, immagini di grande impatto visivo pregne di un potente lirismo. Gesti e sguardi sottilissimi, insieme a una scrittura che sta innanzitutto a rivelare grande conoscenza dell’animo umano, poi, hanno fatto il resto.

Godere dei piccoli momenti

Siamo d’accordo: se, almeno per quanto riguarda questa prima metà della Mostra del Cinema di Venezia, ci fermiamo per un attimo a considerare tutti i film presentati in concorso, Possible Love ci sembra decisamente una spanna sopra agli altri. Un’opera monumentale (e non soltanto per quanto riguarda la sua importante durata), che sa catturare appeno l’essenza di ciò che è diventato progressivamente il nostro mondo con ruvido realismo, ma che, al contempo, non vuole assolutamente rubarci la speranza che un giorno, finalmente, ognuno possa riuscire, malgrado le difficoltà, a trovare un proprio equilibrio. Al termine di una giornata complicata si è ben coscienti che il giorno seguente bisognerà combattere una nuova battaglia. Eppure, prima che sorga il sole, osservare la luna seduti in giardino a bere birra e a mangiare patatine è qualcosa di impagabile che davvero in pochi sanno realmente apprezzare.

FAQ su Possible Love di Lee Chang-dong

Di cosa parla il film Possible Love?

Possible Love di Lee Chang-dong ci racconta la vicenda di due coppie provenienti da due differenti classi sociali che, al fine di realizzare un progetto documentaristico, si trovano a vivere a stretto contatto per un lungo periodo di tempo.

Dov’è stato presentato in anteprima Possible Love di Lee Chang-dong?

Possible Love è stato presentato in anteprima mondiale in concorso all’83° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia.

A chi è dedicato Possible Love?

Possible Love di Lee Chang-dong è dedicato al grande regista polacco Krzysztof Kieślowski e, nello specifico, al suo Decalogo 10 (1989).