Un regista che, nel bene o nel male, ha fatto sempre parlare di sé, Michel Franco. Già, perché, di fatto il famoso cineasta di Città del Messico – già premiato nel 2020 alla Mostra del Cinema di Venezia con il Leone d’Argento per Nuevo Orden – ha spesso diviso nettamente pubblico e critica non tanto per la qualità artistica dei suoi film, quanto più per i dubbi quesiti morali di volta in volta sollevati. E mentre Memory (2023), il suo penultimo lavoro, è tutto sommato stato apprezzato bene o male da molti, di ben altro spessore si è rivelato Dreams, presentato in anteprima mondiale in concorso alla 75° edizione della Berlinale.

Dreams, dunque, narra le vicende di Fernando (impersonato da Isaac Hernández), il quale vive a Città del Messico, lavora da anni come ballerino e sogna una carriera internazionale. Egli ha da un bel po’ di tempo una relazione con Jennifer (Jessica Chastain), che ha diversi anni più di lui e che vive stabilmente negli Stati Uniti (dove lavora nell’azienda di suo padre e di suo fratello), ma che, ad ogni modo, trascorre parecchio tempo in Messico, dal momento che è solita finanziare con il suo lavoro l’associazione di danza di cui fa parte Fernando.

Al fine di dare una svolta definitiva sia alla sua relazione che, soprattutto, alla sua carriera, dunque, il ragazzo attraverserà illegalmente il confine per poter finalmente raggiungere Jennifer. Ma quanto sarà disposta la donna a ufficializzare la loro storia d’amore?

Jennifer ha una sua vita ben organizzata. E sebbene sia sinceramente affezionata a Fernando, è come se volesse tenere separata la loro relazione dalla sua vita privata, vivendosi il tutto quasi in una sorta di “mondo parallelo”.
Due mondi ben distinti, due generazioni, due diversi background. E così, vediamo come tutto ciò in Dreams sembri non riuscire mai a trovare un punto d’incontro, ma, al contrario, ciò a cui ci troviamo davanti è una vera e propria relazione tossica, che, attraverso un riuscito crescendo, arriva al punto in cui ognuno è vittima e carnefice allo stesso tempo.

E, di fatto, la grande particolarità del presente Dreams sta proprio nel fatto che, man mano che si va avanti con la messa in scena, non ci viene voglia di stare dalla parte di nessuno dei due protagonisti, ognuno disgustoso a modo proprio, in un crescendo di violenza fisica e psicologica.

Ed ecco che il messaggio comunicatoci qui da Michel Franco si fa a un certo punto palese: cosa fa in modo che gli esseri umani, proprio tutti gli esseri umani, vengano privati da ogni qualsivoglia barlume di umanità? E così, ecco che tornano in ballo la questione Messico/Stati Uniti, il razzismo, una politica fin troppo rigida.

La necessità, il bisogno, l’indigenza cambiano del tutto le personalità. Ogni conflitto è totalmente contro natura.
Tale concetto trova, in Dreams, un più che azzeccato compimento, rendendo il presente lungometraggio uno dei più riusciti lavori di Michel Franco. Un film che indubbiamente fa molto parlare di sé, fornendoci, al contempo, interessanti spunti di riflessione.