Da un progetto della coppia di registi Anna Pollio e Lucio Basadonne, nasce Making of Love: la docuserie italiana che affronta il tema dell’educazione sessuale con la voce dei giovani.
In onda in anteprima assoluta il 25 agosto su Cielo, canale 26, la docu-serie in 5 puntate racconta, senza censure e ipocrisie, di sesso, piacere, identità, genere, consenso e pornografia.

Making of Love: i giovani parlano ai giovani

In un’Italia in cui si parla troppo poco di educazione sessuale e ancora meno se ci si trova tra i banchi di scuola, pensare ad una docuserie esplicita, libera e inclusiva sul tema, sembrava quasi un miraggio. Eppure, grazie ad un crowdfunding con oltre 1300 donatori, Making of Love ha visto la luce, e così anche noi. A raccontare la sessualità stavolta sono otto ragazzi, tra i 19 e i 25 anni, che dopo una fase di apprendimento reale con workshop guidati da esperti, hanno deciso di aprirsi, esporsi e mettersi in discussione per infrangere i tabù da sempre legati al sesso e al piacere, per scrivere il loro film: Edoné la sindrome di Eva.

La novità del progetto riguarda tanto le modalità del racconto quanto i contenuti. Come pubblico, siamo stati da sempre abituati a vedere i giovani in Tv farsi carico di sentimenti, storie d’amore e sessualità dal retrogusto adulto e proveniente da un pensiero figlio di un’altra generazione. Ma qual è la vera voce dei ragazzi? Quali sono le loro domande, le loro paure, le loro vere storie? Making of Love risponde proprio a questo, mettendo gli otto protagonisti nella posizione di scoprire il proprio corpo e il proprio piacere, con libertà e naturalezza. Un nuovo modo di conoscere la sessualità con curiosità, immedesimazione e comprensione, lontano dall’immaginario di rifermento spesso relegato alla sola pornografia distante anni luce dalla realtà.

E quindi perché vergognarsi ancora di parlare di sesso? Perché non restituirgli la naturalezza e l’importanza che gli spetta, inserendolo in un percorso di crescita tanto individuale quanto collettivo? Normalizzare ciò che è normale, capirsi per conoscersi, questo insegna Making of Love, parlando di consenso, di volontà, del rispetto dei propri spazi e di quelli altrui. Uno squarcio in quel muro di tabù che ancora ci accompagna, uno schiaffo al pudore di chi non chiede per vergogna e di chi non spiega per timore. Qui si indaga la sessualità, la parte bella e quella che ferisce, la parte proibita e quella che si pensava già di conoscere.

I protagonisti della docu-serie

Perché non si può parlare apertamente di piacere? Come funziona il mio corpo? Come posso comunicare all’altra persona come mi sento e cosa vorrei? I vestiti che indosso oggi sono molto diversi da quelli che avevo a 16 anni. Ma le domande della mia adolescenza me le ricordo bene, sono stampate nell’album della mia corteccia celebrale. Oggi non le posso raccontare con la mia voce da adulta. Ed è questa riflessione che mi ha spinto a immaginare un progetto che avesse la voce dei ragazzi di oggi

Al centro della docu-serie ci sono corpi veri, distanti dai canoni di bellezza contemporanea, ci sono persone con imperfezioni, insicurezze e nessuna costruzione. Clode, Enri, Feel, Isa, Lorenzo, Matilde, Matteo, Pip sono gli otto protagonisti, selezionati grazie a dei provini in tutta Italia, che hanno intrapreso questo viaggio attraverso la sessualità, ognuno con la sua storia, i suoi gusti e le sue domande. Non c’è giusto o sbagliato, non c’è troppo o troppo poco, l’unico limite è il consenso e l’ascolto di sé stessi.
L’inclusività del progetto si vede anche nella scelta di adottare lo schwa “ə” nel linguaggio e nella comunicazione della docu-serie, inserendosi in un contesto gender fluid che non fa distinzioni e discriminazioni, abbracciando i mille volti della sessualità.

Making of Love è un progetto filmico che nasce dal nostro desiderio di aprire un dialogo sul diritto alla conoscenza, all’informazione chiara e al piacere sessuale. Andare oltre. Non c’è nessun mistero della fede. C’è la bellezza, l’eros, l’amore. C’è Making of Love.

Il tema del sesso è qui sviscerato, vissuto e spiegato con l’obiettivo di parlare ai ragazzi e poter far entrare, finalmente, una sincera e reale educazione sessuale nelle scuole. Per conoscere i bisogni dei ragazzi, bisogna prima conoscere i ragazzi.