Qui (Here): l’abitazione come archivio del tempo
Robert Zemeckis e l’idea di una casa che attraversa epoche, vite e memorie Da un esperimento radicale in sei pagine, Qui (Here) di Richard McGuire si espande nel 2014 in una graphic novel che rinuncia alla linearità narrativa per condensare, in un unico luogo, una...
“Er Gorilla de Pasolini”: Ninetto Davoli in dialogo con Roberto Chiesi a Monaco di Baviera
Monaco di Baviera, 5 marzo 2026. L’Istituto Italiano di Cultura, in collaborazione con l’associazione culturale Rinascita e.V. con Lara Galli e sotto la curatela di Leonardo Allegri, in occasione dell’anniversario della nascita, dedica la serata a Pier Paolo Pasolini. L’evento, svoltosi alla presenza del Vice...
Teorema di Pier Paolo Pasolini: la villa borghese sotto assedio
La disgregazione di una famiglia borghese. La classe operaia. Un consumismo sempre più imperante e un futuro che, a causa di eventi del tutto inaspettati, potrebbe prendere pieghe inimmaginabili. Da un film di Pier Paolo Pasolini possiamo solo aspettarci qualcosa che sconvolgerà il nostro status...
Le mura che raccontano: perché la casa è il vero grande set del cinema
Dall’intimità borghese all’incubo domestico, lo spazio abitato come macchina narrativa, emotiva e ideologica Nel cinema, la casa non è mai solo un luogo: è una grammatica. Un sistema di segni che organizza lo spazio, determina i movimenti dei corpi e condiziona lo sguardo dello spettatore....
Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles: la maternità come routineIl tempo come materia: tre ore di vita domestica
Il tempo come materia: tre ore di vita domestica Con Jeanne Dielman, 23 quai du Commerce, 1080 Bruxelles, Chantal Akerman sottrae la madre alla psicologia e la restituisce al tempo. Non c’è introspezione dichiarata, non c’è trauma esplicitato, non c’è musica che orienti l’emozione. C’è...
Sharp Objects: genealogie del trauma
Madri tossiche e figlie ferite: quando l’eredità emotivadiventa condanna Tratta dal romanzo Sulla pelle di Gillian Flynn, la stessa di Gone Girl, e diretta da Jean-Marc Vallée, Big Little Lies, Sharp Objects è una mini serie HBO, uscita nel 2018 e divisa in otto episodi; è...
Antichrist di Lars von Trier: attraversare il trauma
Quando il cinema porta la maternità oltre ogni soglia Con Antichrist, Lars von Trier non rappresenta il trauma: lo mette in scena come dispositivo cinematografico. Il prologo in bianco e nero, rallentato fino all’estasi e accompagnato da Händel, è già un manifesto estetico. L’eros e...
Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman: parlare troppo tardi
Madre e figlia nel tempo del conflitto irrisolto Erano passati tanti, troppi anni da quando due pilastri della storia del cinema come il regista Ingmar Bergman e l’attrice Ingrid Bergman avevano rivelato al mondo intero i loro talenti, costruendo carriere destinate di passare di diritto...
Maternità senza cornici
Il cinema asiatico e l’altro volto della madre Nel discorso occidentale la madre è spesso icona: corpo sacrificale, principio d’ordine, promessa di salvezza. Il cinema asiatico, invece, ne scardina la cornice. La madre non è mito rassicurante ma figura mobile, attraversata da storia, politica, desiderio...
Lezioni di piano di Jane Campion: il gesto prima del ruolo
Corpo, silenzio e maternità come scelta Nel cinema di Jane Campion, il gesto precede sempre il ruolo. In Lezioni di piano (The Piano – 1993) la parola è sospesa, amputata, rinviata; resta il corpo come luogo primario di enunciazione. Ada (Holly Hunter), muta per scelta,...
