I contesti in cui amici o parenti si incontrano, si sa, possono dare adito alle più disparate situazioni. Lo sanno bene registi come Thomas Vinterberg – che nel 1998, con il suo Festen, ha messo in scena una delle declinazioni più estreme del caso – Alexandre de La Patellière – che nel 2012 ha realizzato la graffiante commedia Cena tra Amici – e il nostro connazionale Paolo Genovese, il cui Perfetti Sconosciuti (2016) è stato anche più e più volte rifatto da numerosi altri cineasti al di fuori dei confini nazionali. Questi, ad ogni modo, sono soltanto alcuni esempi di quanto realizzato in merito in tutto il mondo. Prendendo in considerazione, tuttavia, qualche nome meno conosciuto – almeno nel nostro paese – non possiamo non menzionare il regista irlandese Jack Hickey, il quale, con il suo Cynthia – realizzato nel 2019 e presentato in anteprima italiana in occasione dell’Irish Film Festa, nella sua speciale edizione online denominata Irish Film Festa in Short – ha ricreato una claustrofobica situazione domestica, in seguito alla quale verranno fuori verità inaspettate.

Cynthia (impersonata da Clare Dunne) è una giovane donna che, dopo molto tempo, si reca a pranzo a casa di una vecchia amica, dove saranno presenti anche il marito di lei e il fratello con la nuova compagna. Non sarà facile, per la ragazza, rapportarsi al gruppo di amici. Soprattutto dopo aver interrotto per molto tempo i contatti con loro, avendo addirittura tentato il suicidio. Ma cosa si cela dietro questo suo gesto?

Se sfruttata al meglio – e, soprattutto grazie a un cast impeccabile e a una sceneggiatura di ferro – una situazione del genere potrebbe rivelarsi davvero vincente. Eppure, se in passato ciò ha dato vita a prodotti decisamente interessanti sotto molti aspetti, è anche vero che, nel momento in cui ci si cimenta con un simile lavoro, il rischio di andare fuori strada o di dar vita a un prodotto cinematografico eccessivamente debole o, peggio ancora, campato in aria, è più che mai elevato.

A tal proposito, già dai primi minuti, possiamo subito notare come il presente Cynthia vanti un cast decisamente valido, oltre a una struttura complessivamente pulita e priva di sbavature da un punto di vista prettamente tecnico. E se, nel complesso, la storia della giovane protagonista funziona, è inevitabile che – proprio a causa della breve durata dall’intero lavoro – lo spettatore senta il bisogno di entrare maggiormente a contatto con i personaggi, di conoscere ancora meglio il loro background, qui per forza di cose piuttosto scarno.

Eppure, nel momento in cui ci si rapporta a un cortometraggio, bisogna fare i conti anche con questo. E il regista, dal canto suo, ha fatto il possibile affinché la sua storia funzionasse. E, di fatto, il presente Cynthia funziona. Funziona fino alla fine, ma certamente avrebbe reso al massimo se Jack Hickey avesse optato per la forma di un lungometraggio. Ma, molto probabilmente, è ancora troppo presto per parlare e non è detto che, un domani, il presente lavoro possa vedere anche un proprio, ulteriore sviluppo o una sorta di “completamento”. Solo il tempo potrà dircelo.