Amare è forse un peccato? Con Dracula: a love tale, Luc Besson firma un gotico romantico dove la tenerezza si confonde con la maledizione.
È stato presentato alla 20esima edizione della Festa del Cinema di Roma nella sezione Grand Public.

Sinossi: dal romanzo di Stocker al cinema francese

Transilvania, XV secolo. Il principe Vladimir (Caleb Landry Jones), dopo la perdita improvvisa della moglie Elisabeta (Zoë Bleu), rinnega Dio, ereditando così una maledizione eterna: diventare un vampiro. Condannato a vagare nei secoli, sfida il destino e la morte stessa, guidato da un’unica speranza: ritrovare l’amore perduto.

I chiaroscuri di Dracula: una recensione critica

Tutto ha avuto origine perché io e Caleb volevamo lavorare di nuovo insieme. Un giorno, sul set di Dogman, gli ho chiesto cosa gli sarebbe piaciuto fare dopo. Parlando dei grandi personaggi classici, e in par colare di quelli mostruosi, abbiamo scoperto una passione comune per Dracula. Allora mi sono riletto il romanzo, cosa che ha rafforzato il mio desiderio di realizzare questo progetto. Il libro in sostanza è una storia d’amore, ma all’epoca della sua uscita la gente era affascinata dalla dimensione fantastica e dalla sete di sangue.

Intervista al regista Luc Besson

Senza mezzi termini, ciò che colpisce maggiormente Besson nel racconto di Bram Stoker è la storia d’amore tra il conte e Elisabeta: tutto nel film ruota attorno a questo. La mostruosità dell’uomo e la maledizione diventano strumenti narrativi o punizioni che rendono il vampiro quasi inarrivabile e tormentato.

In questo continuo processo contemporaneo di umanizzazione del mostro — come già visto in Francis Ford Coppola con il leggendario Dracula di Bram Stoker e in Guillelmo Del Toro con Frankenstein — il Dracula di Besson ha persino bisogno di un profumo per attrarre le donne a sé! Come i migliori bohémiens al cabaret Le chat noir… Un’altra nota stonata, che suona però nella direzione bessoniana, è la decisione di Dracula di liberare Jonathan Harker (Ewens Abid) per raccontargli la sua storia. Non credo che Stocker avrebbe apprezzato…

Che Besson ami Parigi non è una novità. Il regista ha dichiarato che trasferire Dracula da Whitby (Inghilterra) alla capitale francese è stato soprattutto un espediente narrativo: un viaggio per mare avrebbe appesantito la trama. Così, tutti i personaggi si ritrovano a Parigi il 14 luglio 1889, durante il centenario della Rivoluzione, permettendo a un vampiro con bombetta e bastone di passare inosservato… così come Maria.
Con questa escalation storica, Besson fonde personaggi irlandesi e francesi, intrecciando due storie nazionali distanti secoli e chilometri. Irriverente e sarcastica, la sua spiegazione lascia trasparire il piacere di giocare con la storia e il mito:

Gli inglesi non si preoccupano se trasformano Les Misérables in un musical, quindi perché io mi sarei dovuto preoccupare perché spostavo Dracula a Parigi? (ride)

Intervista al regista Luc Besson

Nonostante alcuni buchi di trama e personaggi secondari poco approfonditi — scelta comprensibile solo per concentrare tutta l’attenzione sul conte, meno sanguinoso del previsto — il film conquista per la fotografia, le scenografie, i costumi e per la notevole interpretazione di Caleb Landry Jones.

La superficialità generale non intacca però queste qualità, e alcune immagini rimangono impresse nella mente: Elisabetta al galoppo tra le foreste finlandesi, con l’abito e il velo lilla a contrasto con il pallore della neve, oppure Dracula — finalmente nel suo ruolo di vampiro — che arriva al monastero, dove il groviglio di suore ricorda una delle migliori statue manieriste, come il Ratto delle Sabine di Giambologna.

FAQ

Cos’è Dracula: a love tale?

Ultima fatica di Luc Bresson, Dracula: a love tale nasce dall’amicizia e intesa tra il regista e l’attore protagonista Caleb Landry Jones. Il film rilegge la figura del conte Dracula di Bram Stocker come una delle storie d’amore più lunga e dolorosa della letteratura.

Chi è Luc Besson?

Luc Besson, regista e produttore francese tra i più influenti del cinema contemporaneo, ha iniziato la sua carriera negli anni ’70, imponendosi con uno stile visivo potente e visionario. Dal debutto con The Last Battle (1983) ai successi di Subway, Le Grand Bleu, Nikita e Léon, ha costruito un linguaggio personale tra azione, romanticismo e immaginario fantastico. Autore di cult come Il quinto elemento e Lucy, ha fondato lo studio EuropaCorp, diventando un punto di riferimento del cinema europeo. Tra i suoi lavori più recenti figurano Valerian e la città dei mille pianeti (2017), Anna (2019) e Dogman (2023), confermando la sua vocazione per un cinema spettacolare e sensibile.

Di cosa parla Dracula: a love tale?

Nel XV secolo, il principe Vladimir, sconvolto dalla morte della moglie, rinnega Dio e viene trasformato in vampiro. Condannato all’eternità, attraversa i secoli inseguendo un solo desiderio: ritrovare il suo amore perduto.

Che stile ha il film?

Gli elementi gotici, l’uso drammatico di luci e ombre e le scenografie e i costumi curati sottolineano la maestosità dei sentimenti del conte, nei loro aspetti più passionali e in quelli più oscuri. Tuttavia, questo tono visivamente simbolico non sempre trova corrispondenza nella trama, che presenta alcuni vuoti narrativi, lasciando quel tono amaro di superficialità.

Dove si può vedere?

Con il titolo in italiano: Dracula – L’amore perduto, il film approderà nelle sale cinematografiche il 29 ottobre 2025.

Dracula: a love tale in due parole?

Drammatico e imperfetto.